Perché la letteratura?

Tra le più grandi testimonianze del passaggio degli uomini sulla Terra, la parola scritta è di una potenza particolare. 
Da studentessa di Lettere Moderne tutte le volte che il mio corso di studi è stato oggetto di qualche discorso ho ricevuto praticamente sempre le stesse considerazioni: «L’avrai scelta perché sarai una che legge tantissimo» e soprattutto «Dopo vorrai fare l’insegnante, vero?» 

La risposta è no ad entrambe. 

Il motivo per il quale ho scelto di intraprendere questo percorso universitario è lo stesso per il quale scrivo questa rubrica, ovvero parlare del perché la letteratura sia importante e del perché sia qualcosa di estremamente positivo. 
Chi non è amante della materia la vede, il più delle volte, come un qualcosa di noioso, un insieme di parole scritte da uomini depressi che forse si facevano un po’ troppi problemi. 
Negli articoli passati della rubrica si è cercato di enfatizzare l’opposto, di far emergere il significato nascosto tra le pagine, comprendere perché si leggano ancora opere scritte centinaia di anni fa, e il messaggio di fondo è sempre stato che la fragilità è un’arma potentissima. 

Come un certo professor Keating direbbe: «Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia e ingegneria sono tutte nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore. Sono queste le cose che ci tengono in vita» [ tratto da L’attimo fuggente, 1989].

Quello che i grandi autori del passato hanno lasciato a noi, e quello che gli autori presenti lasceranno al futuro, sono emozioni su inchiostro: amore, paura, sdegno, gioia; noi in queste sensazioni, dopo decenni o addirittura secoli, possiamo specchiarci e trovare conforto, in modo eterno, perché i sentimenti non invecchiano e si reincarnano costantemente di generazione in generazione. 
È grazie a questo che possiamo immedesimarci nella passione di Petrarca per Laura, o immaginare il dolore dei lutti subiti da Pascoli e sentirli come vicini a noi.
Queste emozioni eliminano la distanza temporale e tramite poesie, romanzi e racconti ci permettono di entrare in connessione con persone appartenenti a epoche nelle quali la vita era completamente diversa dalla nostra, comunicandoci qualcosa di universale e senza tempo, e pertanto, riavvicinandoci a queste nonostante tutto. 

Ecco perché si sceglie a letteratura. 

Carola Aghemo

© Credit immagini: link

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