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Anno che vieni, anno che vai

Incredibilmente ci stiamo mettendo alle spalle questo 2020, un anno complicato sotto molti aspetti. 

Ci sono stati momenti bui, di lutto, di fatica, di stress: ma noi siamo Il Polo Positivo e ci piace guardare a quello che di bello e buono possiamo portarci dietro dall’anno appena concluso: dopotutto, se non lo facciamo noi.. chi lo fa?!

Ecco quindi qualche pillola di felicità che il 2020 ha regalato ai membri del nostro team:

Un nuovo amore, una nuova amicizia: ascolto l’altro con delicatezza. Un anno memorabile (mi immagino nel prossimo secolo il paragrafo sul libro di storia), a livello personale è stato un anno di traguardi: porto con me una laurea e la patente nautica. Partecipare e testimoniare la gioia del matrimonio di una persona cara. Mi sono laureata, ho cominciato a correre e a studiare una nuova lingua. Mi porto dietro tante difficoltà che sono riuscita a superare con le mie forze e le persone che mi sono state accanto; relazioni, scelte importanti e lutti hanno colorato l’anno di diverse tonalità; penso di poter concludere quest’anno dicendo che sono più forte e pronta per l’anno che verrà. Mi ha insegnato a cogliere l’attimo, rendendomi più consapevole che alcune situazioni non sono immutabili come si crede. Mi ha insegnato l’importanza della capacità di reinventarsi, di resilienza e della forza creativa: chi ha il coraggio, in questi tempi, di non fermarsi prova gioie e dolori ma ‘dir ci sono’ è un tentativo per affrontare il presente. Mi ha fatto capire quanto sia fortunata e quanto la mia vita quotidiana possa essere meravigliosa, per non parlare dell’importanza degli abbracci. Mi ha dimostrato che gli obiettivi non sono ostacoli. La gioia di aver incontrato una persona che mi ha permesso di ricredermi sulle mie aspettative lavorative. Ho scoperto molta musica facendo dei balletti riordinando la camera; mi sono informata, imparando a ‘dare fastidio’ per smuovere un po’ il quieto vivere di alcuni indifferenti; ho anche scoperto che quel vestito che una volta avevo timore di indossare in realtà mi fa sentire bene. Ho riscoperto amiche preziose e le ho sentite più vicine che mai. Ho imparato che la vita è imprevedibile, che bisogna imparare l’arte della pazienza e avere il coraggio di reinventarsi e che, ancora una volta, la meraviglia sta nelle piccole cose. Ho imparato ad accettare il mio volto stanco e struccato, a pensare che a volte va bene anche così; ho visto lo Stromboli eruttare in una sera magica di inizio settembre; mi sono laureata in casa, tornando a sentire casa come un posto in cui stare bene. Ho capito come gestire il mio tempo e soprattutto a chi dedicarlo; imparato a rafforzare i legami con le persone che voglio rimangano nella mia vita, senza cercarne per forza delle altre; imparato a lasciar andare chi per me poteva essere una presenza negativa e di poco aiuto, anche se con qualcuno è stato molto difficile; un altro ricordo è stata la mia festa a sorpresa per i miei 21 anni – può sembrare banale, ma quel  gesto mi ha fatta sentire amata e apprezzata. Essere felici con se stessi. Avermi dato l’opportunità di lavorare su me stessa e di concentrarmi sul tipo di persone che voglio attorno a me, sul fatto che è giusto non accontentarsi e che ogni tanto è giusto pensare anche a se stessi per poter essere ancora più presenti con gli altri. Aver imparato ad apprezzarmi di più. Un anno di avvenimenti importanti per la mia vita dal punto di vista personale e professionale: mi sono laureata, ho vissuto in posti diversi dove ho anche incontrato delle belle persone e ho scoperto nuovi interessi. Aver imparato a dedicare tempo a me stessa senza sensi di colpa. Aver conosciuto tante belle persone, essermi istruita riguardo temi che mi interessavano, essere entrata a far parte del Polo. Dopo questo 2020, sento di poter affrontare qualsiasi cosa. 

E per il futuro? Quali sono i nostri sogni e obiettivi per il 2021?

L’anno buono per conquistare finalmente la vetta del Monte Rosa. Girarmi la Provenza con la mia bici, spennellando poi i suoi colori su un foglio bianco. Imparare a valorizzare meglio il mio tempo. Imparare a disinteressarmi dell’opinione altrui e seguire l’istinto. Migliorare con il tedesco, dedicare parte del mio tempo a pennelli e colori, trovare un lavoro che mi appassioni e non vedo l’ora di ridere a crepapelle con gli amici. Costruire uno stile di vita più sano; pretendere meno da me stessa; godere appieno i momenti e le amicizie che contano davvero e soprattutto fare la patente. Il mio proposito per il prossimo anno è semplice ma importante per sopravvivere alle nuove avventure: credere un po’ di più in me stessa.  Imparare a suonare l’ukulele, laurearmi, trovare la forza di cercare soluzioni di fronte agli ostacoli e non aver paura di rischiare. Ritrovare interesse nell’università. Riprendere a studiare tedesco, fare la mia prima gita di sci alpinismo, farmi un viaggio i solitaria post diploma, lavorare su qualche nuovo progetto fotografico, leggere più libri, dipingere la mia stanza, fare più meditazione, e trovarmi un lavoro. Fare la dannata patente. Diventare più sicura di me e delle mie capacità senza vedere solo i miei lati negativi (e diventerò un koala umano!). Riuscire a correre una mezza maratona. Tornare a perdermi tra le aule di Palazzo nuovo; dare via i vestiti che non sento più miei; abbracciare i miei nonni; vivere alcuni momenti con più spensieratezza; imparare a suonare la chitarra per cantare attorno al fuoco; fare il cammino di Santiago. Realizzazione personale. Fare attività fisica, almeno ogni tanto… Far pace con il mio strumento, imparare a essere costante e provare più ricette vegane. Riuscire a partire per un giro lungo e sprovveduto della costa portoghese, incastrandoci un po’ di trekking e un po’ di surf; in generale spostarmi (ogni volta che sarà in mio potere) da e verso idee/luoghi nuovi. Valorizzarmi, non a livello estetico, ma esaltare ciò che so fare meglio; mettermi alla prova; darmi e concedermi sempre nuove occasioni perché, in fondo, so di meritarle e che posso trasformarle in qualcosa di produttivo che possa mostrare a me stessa quanto io valga. Continuare a crescere e continuare a coltivare ciò che è nato nel 2020. non dimenticarmi tutto il lavoro fatto su me stessa quest’anno, e soprattutto non dimenticarmi che anche i gesti più quotidiani come un caffè con un amico sono le cose più preziose della vita (poi se Dio vuole, laurearmi). Approfondire la mia conoscenza del mondo che mi circonda, sorridere, divertirmi, imparare a darmi tempo.

E voi? Cosa vi ha portato di bello il 2020? Quali sono i vostri buoni propositi per il 2021?

Condividete se volete lasciando un commento o scrivendo sui nostri canali social!

Buon anno da parte di tutto il team del Polo Positivo!

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Spogliati!

Fuori fa caldo.

Afa. 

Che sia in ufficio, a casa o in biblioteca il desiderio è lo stesso: mollare tutto e andare al mare, al fresco.

Via la camicia e la cravatta, via i pantaloni lunghi, via le scarpe chiuse.

È arrivata la torrida estate e con lei il desiderio di spogliarci ma Nicolò Carnesi non parla dei vestiti e, con la sua Spogliati, confeziona un pezzo pieno di buoni propositi da portare sotto l’ombrellone; da riempire di crema protettiva perché, come la pelle di un bambino, i nostri obiettivi non possono affrontare immediatamente un’intera giornata di sole.

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Ci vuole tempo.

È difficile, per esempio, separarsi da quel sorriso permanente stampato sul tuo viso che protegge dalle critiche ma insieme blocca e paralizza così come le paure che non ti fanno camminare.

Spogliarsi significa lasciarsi conoscere dagli altri e scoprirsi simili. L’estate sembra arrivata apposta: fatta di quelle lunghe chiacchierate senza giacca o filtri. Conoscere e conoscersi. La vita sorprendente se la passi con la gente.

Il caldo dell’estate, però, può anche dare alla testa. 

Può ad esempio capitare che, sul più bello, con i piedi a mollo e addosso niente, come colti alla sprovvista sia qualcun altro a volerci rivestire, spesso, con un abito che non ci appartiene. 

Ma se siamo noi a volerci (ri)vestire?

Magari di sane convinzioni, di leggeri pregiudizi e di sorrisi da sfoggiare al momento giusto.

Che farsene? 

La canzone tiene aperto l’interrogativo lasciandoci come il bagnante in spiaggia con le mutande ormai abbassate e l’asciugamano tenuto stretto da una mano. 

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In equilibrio.

Allora, al momento giusto, forse è bello anche vestirsi. Essere stilisti consapevoli e osservatori, capaci di andare oltre la massa e il suo sguardo indifferente

Il brano ci lascia a una festa al mare o a una grigliata tra i tetti della città, a un concerto con gli amici o sotto le stelle mano nella mano, così simili e, insieme, così curiosi di cogliere le differenze che ci valorizzano. 

Adesso spogliati!

Stefano Cavassa

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Fosbury, l’arte di cambiare

Inizia l’anno. È tempo di propositi. C’è chi torna in palestra e chi si sposa. Chi si laurea e chi cambia vita. Caso, cantautore bergamasco, regala a tutti qualche utile dritta. Il classico ‘coltellino svizzero’, lo spunto che va sempre bene nel mezzo di ognuna di queste ‘grandi manovre’.  

Il destreggiarsi quotidiano un po’ affannato viene paragonato al salto in alto «in stile Fosbury». Quel salto strano che, di solito, insegnano alle medie. In giravolta, di schiena, con lo sguardo distolto dall’obiettivo. Quasi come se fosse più importante il come e non il dove. «Come fa tutta la gente di qui».

Con la sua Fosbury, Caso mette in guardia da questa attualissima tentazione: scegliere un modello, idealizzarlo e seguirlo. Lasciarsi perdere.

E così, insoddisfatti e agitati, cerchiamo noi stessi: «dentro le fotografie abbiamo la posa di chi se ne frega ma poi le mettiamo sotto ai libri per riuscire a toglierne la piega».

«Confusi – cerchiamo sempre nuove occasioni per poi raccontarle al rovescio – camminiamo la sera parlando da soli, chiediamo cose strane anche alle mezzelune bianche che abbiamo sulle unghie».

Siamo alla ricerca di noi stessi.Screenshot 2019-01-12 at 15.36.56.png Di chi non ha paura di andare fuori dagli schemi, di chiedere aiuto, fermarsi, sorprendersi ed esaltarsi anche per la «bassa risoluzione della cornice del finestrino». Il protagonista del brano cerca chi sa cogliere spunti dall’inaspettato. «Il tramonto migliore ti giuro l’ho visto da un treno» e da sempre una propria chiave di lettura alle cose. O almeno si sforza di farlo.

Alla ricerca dell’ingenuità di chi guarda con i propri occhi «i frammenti del mondo riflessi dentro a una pozza per strada» e ammette «che sanno farci vibrare ancora». Sarà anche «più facile confondersi o nascondersi dietro un paio di occhiali da sole (veri o digitali)», ma se non fossero ambiziosi non sarebbero i propositi giusti.

A chi «vive di pancia e canta di gola!»

Stefano C.

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Pronti per un nuovo anno!

2019, un nuovo anno. Le date e le scadenze sono utili per ricordarci che cosa abbiamo fatto, cosa stiamo facendo e decidere cosa fare domani. Con questo inizio d’anno noi del Polo Positivo abbiamo deciso di crescere ulteriormente orientati verso il futuro.

Un primo piccolo cambiamento forse l’avete già notato. Abbiamo rinnovato la grafica del nostro sito, cercando di renderla più lineare e d’impatto, perché i contenuti siano sempre più immediati da individuare e piacevoli da scorrere. Speriamo possa piacervi quanto piace a noi! Fateci sapere la vostra!

Questo 2019 ci ha accolti con un altro bel cambiamento: siamo diventati un’associazione! Con questo speriamo presto di poter dichiarare aperta una stagione ricca di eventi alla scoperta di persone che possano ispirare.

I can do it

Come ogni anno nuovo che si rispetti, bisogna partire con dei buoni propositi (che si mantengano o meno…). Noi i nostri abbiamo deciso di condividerli con voi, eccoli!

Stare meno seduto (in tutti i sensi). Lasciare la vecchia me alle spalle, senza ansia e senza paura, per scoprire la persona che sono realmente. Iniziare un percorso su me stessa (psicoterapia), andare a Parigi, non farmi troppo condizionare dagli altri, essere paziente e godermi ogni momento come fosse un dono. Iniziare un nuovo volontariato e leggere più libri. Trovare un buon equilibrio tra successi lavorativi e successi personali. Risparmiare. Prendere la patente, imparare il francese (per davvero), andare a Londra e a Venezia, laurearmi, innamorarmi, leggere tanto, custodire e rafforzare il rapporto con la mia nuova preziosa famiglia, capire come e dove proseguire i miei studi, camminare. Leggere almeno dieci libri. Suonare con Carlotta e avere tempo da sprecare. Più H2O, più meditazione e più good vibes. Mantenermi in forma in modo costante: nessuna oscillazione tra nullafacenza totale per mesi tre e corsa compulsiva tutti i giorni. Creare una realtà dove la dimensione relazionale e l’incontro con le persone siano fonte di stimolo e crescita. Uscire una volta al mese dalla mia comfort zone e mettermi alla prova in situazioni che vedo molto distanti da me e dalla mia quotidianità. Riprendere a suonare il pianoforte ormai abbandonato da dieci lunghi anni. Parlare di più agli altri di me stessa e delle mie sensazioni, senza dimenticare di ascoltare. Smettere di ordinare birra ghiacciata quando fuori fa già freddo, smettere di avere sbalzi di umore, smettere di guardare i film di Jason Statham, smettere di scrivere buoni propositi che non manterrò mai. Scegliere giorno per giorno ciò che voglio diventare, con coraggio nel perseverare come nel cambiare strada. Trovare un lavoro appagante e sostenibilità economica, cambiare città per cambiare stile di vita, più cultura meno spazzatura, trovare la mia comfort zone per ogni situazione, viaggiare e conoscere nuove persone, meditazione e carpe diem, più musica e più arte, comprare giochi da tavola e giocare meno al solitario, essere sinceri con se stessi e con gli altri. Dedicarmi seriamente e con costanza a fare attività fisica. Puntare sempre al massimo, per fare due passi fra le stelle. Fare un viaggio da solo. Meno social e più passatempi creativi o all’aria aperta, visitare almeno due posti nuovi, più tempo per me stessa, qualità vs quantità. Lamentarsi di meno, ringraziare e gioire di più, il tutto condito con più libri e più movimento. Affidarmi alla vita senza paura, riconoscere la bellezza che mi circonda e amare il mio prossimo.

Questi sono i nostri buoni propositi, e voi? Quali sono le sfide che volete affrontare, gli obiettivi che volete porvi, i risultati che volete raggiungere?

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