Un’accoglienza inaspettata – vol. 2

Dopo il primo episodio – continua il racconto di Adele e della sua esperienza di collaborazione con i centri di accoglienza di Torino.

Per tutti i richiedenti asilo che desiderino imparare la lingua italiana, i CPIA, Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, offrono dei corsi per ogni livello, fino ad un eventuale diploma di maturità. I corsi sono importanti perché conseguire il diploma di terza media è uno dei requisiti per ottenere la cittadinanza italiana.

«Aras arriva alle 10 per scienze, gli dai una mano tu?», Federica mi guarda in attesa di una mia qualsiasi espressione facciale. Io, ben consapevole del niente che ricordo del programma di matematica, tecnologia e scienze, nell’incertezza accetto. Povero lui, penso,  e che orgoglio per i miei professori avermi avuta come allieva.

Trangugio il caffè e mi preparo per la lezione. Lui senza carta né penna, io con il libro sottomano a leggere spasmodicamente in cerca di informazioni per la mia spiegazione. Argomento: i materiali. Gli rendo i fogli stampati del libro e gli chiedo di leggerli ad alta voce. Mentre lui è lì, concentrato sul significato delle parole che ha sotto di sé, io mi rendo conto di non avere difficoltà nella comprensione di un argomento che avevo rimosso con tanta facilità. Osservo che non solo comprendo le sue parole, ma riesco anche a riformularle e semplificarle. 

Dopo ogni riquadro letto mi guarda in cerca di chiarimenti. Il gergo utilizzato talvolta è molto tecnico, qualche significato ho dovuto inventarlo, e capisco che alcuni attrezzi lui non li abbia mai visti. Altro aspetto fondamentale di due culture che si incontrano, non mi ero mai resa conto che gli oggetti stessi cambiassero da un luogo ad un altro. 

A qualche giorno dalla mia prima lezione, un altro ragazzo arriva e chiede se può essere supportato nella stesura della tesina. Si chiama Yacoubou, viene dal Togo, sta facendo un corso per diventare elettricista. Ha uno sguardo accogliente e ride un sacco. Ha già scritto tutto il testo, serve qualcuno che lo corregga. Ha un italiano fluente, racconta la sua storia. È la prima storia che leggo. Il suo sogno: riuscire un giorno a pagare le tasse come un vero italiano. Questa purezza mi disarma.

Nel giro di un paio di settimane mi ritrovo a dare ripetizioni di materie scientifiche ad Aras, a progettare tre tesine, di Yacoubou, Ara e Guy, e a creare una classe per l’alfabetizzazione di italiano. 

Il progetto della classe è nato da una richiesta di due mie colleghe: durante le vacanze estive, a scuole chiuse, volevano creare una classe, gestita da noi, in cui insegnare la lingua ai ragazzi che ancora la dovessero imparare, così da iscriverli a scuola a settembre.

Io, entusiasta di questa nuova sfida, parto alla ricerca di materiale per la lezione. Devo selezionare non solo documentazione adatta a un livello A1, ma anche adatta a un pubblico adulto. La prima cosa importante da imparare: le generalità. Saper comunicare i propri dati in modo chiaro e saper chiamare i diversi documenti con i loro nomi è fondamentale. Secondo passo: cosa chiedono a un colloquio di lavoro, come rispondere a quelle domande.

Alla prima lezione siamo in quindici. Entrano uno ad uno con penna e quaderno, si siedono ai banchi. Sia io sia loro siamo curiosi di vedere come andrà a finire questo esperimento. 

Tento la tecnica del «parlo solo in italiano», molto semplice e molto lentamente, e vediamo cosa succede. Al decimo sguardo perplesso decido che alcune frasi le traduco in francese e in inglese. 

Al termine della lezione non so neanche più come mi chiamo e che lingua parlo, ma, in compenso, ci siamo divertiti molto. La lezione è piaciuta, hanno appuntato tutto sui loro quaderni. 

Desiderano poter comunicare nella lingua del posto per dimostrare che hanno gran forza di volontà e che vogliono vivere una vita dignitosa, lavorando, prendendo il caffè con i vicini di casa e portando un po’ di casa loro qui.

Mi diverto un sacco, preparo lezioni, correggo tesine e mando compiti. Sto crescendo insieme a loro.

Adele De Pasquale

© Credit immagini: Courtesy Orlando Morici

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