Il giorno in cui diedi fuoco alla mia casa: i nudi racconti della provincia

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Spesso, vagando per le librerie non ci si rende conto di quanto il panorama editoriale italiano abbia da offrire, vengono esposti quasi sempre i soliti autori. Ma a volte, prodotti che appaiono di nicchia si rivelano essere piccole grandi perle di letteratura. È il caso di Francesca Mattei, giovane autrice che da marzo 2021 ha esordito con la sua prima raccolta di racconti: Il giorno in cui diedi fuoco alla mia casa, pubblicato da Pidgin edizioni. Il libro racchiude diciassette racconti brevi, sette dei quali già pubblicati precedentemente su varie riviste letterarie online

Il libro si presenta come anomalo e originale in tutte le sue forme: dall’accattivante copertina alla scelta stessa di esordire con una raccolta di racconti brevi. Infatti, in Italia il mercato è dominato dai romanzi e gli autori raccontisti finiscono per passare in sordina. Invece Francesca nei racconti ha trovato una propria dimensione, un mezzo perfetto per poter narrare la devianza. 

Francesca Mattei

L’anomalia nella quotidianità del piccolo paese di provincia è una delle tematiche-fulcro attorno a cui ruotano le storie. La distruzione come manifestazione di evasione dalla prigionia della periferia. Tale realtà si presenta come claustrofobica, immobile, stagnante. I protagonisti dei racconti reagiscono al contesto in cui vivono con rassegnazione, anestetizzando le loro giornate con l’abuso di sostanze. L’inadeguatezza alla realtà in cui si vive, e da cui si vorrebbe fuggire, viene somatizzata attraverso alcol, droghe oppure ossessioni, entrando così in un vortice autodistruttivo che si autoalimenta sfociando in situazioni estreme e talvolta grottesche. 

«Ogni cosa è allo stesso modo negativa e rassicurante se è l’unica cosa che conosci e che hai mai conosciuto»

La provincia fa da sfondo a ogni situazione narrata. Si tratta di un ambiente indefinito, ma che delinea un preciso spaccato sociale in cui sono immersi e intrappolati i personaggi. Il punto di vista è stato influenzato dagli studi sociologici dell’autrice: l’individuo è tale perché è plasmato dall’ambiente sociale in cui cresce. 

Uno strumento con cui i personaggi manifestano sé stessi e somatizzano il loro malessere è il corpo. Tale aspetto è al centro della poetica della Mattei, è uno strumento che veicola messaggi, che si evolve e si trasforma, che esprime il contatto con la realtà. In Struttura ossea la protagonista sviluppa un’ossessione per la forma del suo cranio, in Muta uno stato allucinogeno è il pretesto per analizzare la trasformazione di un corpo dal punto di vista sensoriale, in Croste si tratta la tematica dell’autolesionismo. Sicuramente il motivo corporale è ricorrente nei racconti dell’autrice, anche nei più recenti come nel caso di Spicchi, in cui la protagonista, che soffre di disturbi alimentari, è ossessionata dal nutrirsi esclusivamente di mandarini.

Nonostante vengano trattate tematiche forti, la narrazione procede in maniera distaccata grazie a una prosa minimale, asciutta e tagliente. Il rapporto tra ciò che viene narrato e il come è ossimorico. Mattei pesa ogni singola parola ma adotta un punto di vista asettico. I protagonisti vivono situazioni estreme e tragiche, ma le raccontano in maniera sincera, senza cercare compassione e pietà. 

«Non è detto che le storie che avvengono fuori dal centro siano meno importanti, sono semplicemente diverse»

Il mondo narrato da Francesca Mattei è crudo e sopra le righe, ma terribilmente reale. L’originalità e la potenza di questo libro sono evidenti, specialmente nel panorama italiano. Questo aspetto può farci riflettere: alcuni di questi racconti sono presenti online, in una forma leggermente diversa e gratuita. L’universo delle riviste letterarie è variegato e colmo di sfaccettature e meriterebbe maggiore attenzione poiché pullula di scrittori emergenti dal talento cristallino. 

Se volete saperne di più sulle influenze dell’autrice, sulle tematiche che tratta e sul suo percorso di scrittrice trovate la nostra intervista sul podcast: Se Non Ora Quando!

Paolo Di Cera

© Credit immagini: link + link + link

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