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Servizio in ambulanza: i volontari si raccontano

Da settimane il suono delle sirene delle ambulanze scandisce le nostre giornate al punto da trovarle ormai quasi normali. Oggi, in occasione della Giornata mondiale della Croce Rossa, abbiamo deciso di raccontarvi la realtà che sta sotto questi suoni, un mondo fatto di solidarietà, altruismo e tanto coraggio.

La Croce Rosa Celeste è una delle 115 associazioni lombarde aderenti ad AnpasAssociazione Nazionale Pubbliche Assistenze – rete che con i suoi 18.000 volontari assicura il soccorso sanitario su tutto il territorio regionale. 

Attiva dal 1961, nasce per il servizio specializzato rivolto ai bambini con un’attenzione particolare nel rendere il trasporto in ambulanza il meno traumatico possibile, ma ben presto si è passati anche al soccorso degli adulti.

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Un reparto dedicato svolge attività di Protezione Civile portando un sostegno, soprattutto sanitario, in eventi drammatici quali il disastro del Vajont, il terremoto in Abruzzo o ancora l’alluvione di Genova.
Il loro servizio comprende infine anche Corsi di Educazione Sanitaria per studenti, insegnanti e famiglie e i progetti educativi ‘Missione Coraggio’ tramite i quali l’associazione entra nelle scuole dell’infanzia ed elementari milanesi per spiegare ai più piccoli come comportarsi in caso di emergenza.

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Ciò che rende straordinaria questa realtà è il fatto di essere su base volontaria cosa di per sé già lodevole ma ancora più ammirabile in questo periodo di particolare bisogno. Grazie infatti al coraggio dei volontari delle diverse Croci presenti sul territorio cittadino – 300 solo quelli della Croce Rosa Celeste milanese – ogni giorno viene assicurata una pronta risposta a tutte le emergenze sanitarie.

Sono persone che invece di rimanere a casa e tutelarsi, scelgono di indossare la divisa e cominciare il proprio turno mettendo a rischio la propria salute e quella dei propri familiari per prestare aiuto a chi lo necessita e in alcuni casi perfino salvare vite. Grazie a loro la Croce Rosa Celeste mantiene attive due postazioni h24 ed è l’unica a Milano ad avere anche un’auto medica e un’auto infermieristica. 

Margherita, una giovane volontaria, ci racconta come sono cambiati i turni da quando è cominciata l’emergenza Covid-19 ed è stata imposta una riduzione del personale sulle ambulanze: «Mi colpiscono i capo servizi, che continuano a operare nonostante i rischi, prima abituati a entrare nelle case con altri due di noi, oggi vanno da soli per garantire la sicurezza degli altri, e così, aspettare fuori vi assicuro, non fa stare tranquilli».

E ancora: «Io sono solo un piccolo pezzettino di questa straordinaria ‘macchina da pace’: un insieme di persone magnifiche che la fanno funzionare con tanto impegno. Dai soccorritori, a chi prepara le sacche con i presidi di sicurezza per il turno dopo, a chi studia i protocolli e così via. La cosa bella è che no, non siamo eroi, ci crediamo e basta».

Per questo è importante conoscere come funzionano le ambulanze ed essere consapevoli di quanto ci sia dietro il soccorso sanitario: così forse la prossima volta che una sirena passerà sotto casa nostra ci ricorderemo di quanta dedizione e amore sono legati a quel suono e ne saremo grati.

Viola Marchi

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Alla scoperta di UGO; la startup creata da giovanissimi che affianca e supporta gli anziani

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Michela Conti, socio fondatore di UGO, la startup innovativa a vocazione sociale che, nata a Milano poco meno di tre anni fa, si sta espandendo rapidamente in tutta Italia. Si tratta di un nuovo modo di pensare l’assistenza agli anziani: la piattaforma (sito e app) è in grado di mettere in contatto le famiglie con gli ‘UGO’, accompagnatori di fiducia che assistono chi ha bisogno nell’affrontare attività quotidiane o mediche, come cicli di terapia e gestione di patologie croniche.

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Questa startup non crea bisogni prima inesistenti per indurre poi rapide e comode risposte, ma affronta un problema antico e attuale, dando voce alle esigenze di chi affronta la fragilità: assistenza e inclusione sociale.

Per fare ciò, UGO forma veri e propri accompagnatori, perché siano sempre all’altezza della situazione. Il prossimo obiettivo è integrare formazioni specializzate a seconda delle differenti patologie da affrontare.

L’idea di un supporto 100% personalizzabile, capace di garantire un aiuto qualificato ma sempre ‘col sorriso’, nasce dall’ascolto, dall’analisi della nostra quotidianità. Spesso università e aziende sono fuori sede, figli e nipoti vivono lontani, oppure sono assorbiti da un mondo del lavoro, frenetico, fatto di scadenze e al contempo di elasticità da garantire.

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UGO rende bene l’idea di come due mondi, apparentemente distanti anni luce, quello giovane delle startup e quello così inconfondibilmente analogico dei nonni, possano invece toccarsi e aiutarsi! Quanto è bello pensare che un servizio del genere, che dal 2016 ha servito oltre 1000 famiglie, ha ascoltato più di 3000 esigenze e ha collaborato con più di 30 realtà tra grandi ospedali pubblici e privati, è stato pensato e creato da ragazzi under 30?

La notizia positiva è ulteriormente amplificata: oltre al successo di una piattaforma tecnologica che garantisce indipendenza, sicurezza e dignità a chi è in difficoltà, va aggiunto il messaggio che traspare dalla storia di Michela che, come tanti altri ragazzi, un giorno ha deciso di abbandonare lo status quo, un lavoro rassicurante, e lasciarsi guidare dall’intuizione di una buona idea. Ispirata, motivata, forse pure un po’ incosciente, ma sicuramente non ‘sdraiata’.

Stefano C.

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