Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Michela Conti, socio fondatore di UGO, la startup innovativa a vocazione sociale che, nata a Milano poco meno di tre anni fa, si sta espandendo rapidamente in tutta Italia. Si tratta di un nuovo modo di pensare l’assistenza agli anziani: la piattaforma (sito e app) è in grado di mettere in contatto le famiglie con gli ‘UGO’, accompagnatori di fiducia che assistono chi ha bisogno nell’affrontare attività quotidiane o mediche, come cicli di terapia e gestione di patologie croniche.

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Questa startup non crea bisogni prima inesistenti per indurre poi rapide e comode risposte, bensì affronta un problema antico e insieme attuale, dando voce alle esigenze di chi affronta la fragilità: assistenza e inclusione sociale.

Per fare ciò, UGO forma veri e propri accompagnatori, perché siano sempre all’altezza della situazione. Il prossimo obiettivo è integrare formazioni specializzate a seconda delle differenti patologie da affrontare.

L’idea di un supporto 100% personalizzabile, capace di garantire un aiuto qualificato ma sempre ‘col sorriso’, nasce dall’ascolto, dall’analisi della nostra quotidianità. Spesso università e aziende sono fuori sede, figli e nipoti vivono lontani, oppure sono assorbiti da un mondo del lavoro, frenetico, fatto di scadenze e al contempo di elasticità da garantire.

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UGO rende bene l’idea di come due mondi, apparentemente distanti anni luce, quello giovane delle startup e quello così inconfondibilmente analogico dei nonni, possano invece toccarsi e aiutarsi! Quanto è bello pensare che un servizio del genere, che dal 2016 ha servito oltre 1000 famiglie, ha ascoltato più di 3000 esigenze e ha collaborato con più di 30 realtà tra grandi ospedali pubblici e privati, è stato pensato e creato da ragazzi under 30?

La notizia positiva è ulteriormente amplificata: oltre al successo di una piattaforma tecnologica che garantisce indipendenza, sicurezza e dignità a chi è in difficoltà, va aggiunto il messaggio che traspare dalla storia di Michela che, come tanti altri ragazzi, un giorno ha deciso di abbandonare lo status quo, un lavoro rassicurante, e lasciarsi guidare dall’intuizione di una buona idea. Ispirata, motivata, forse pure un po’ incosciente, ma sicuramente non ‘sdraiata’.

Stefano C.

© Credit immagini: link

 

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