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A una poesia non ancora nata

Davanti a un tè ci domandiamo perché scriviamo poesie.
Dieci persone le leggono, in ogni caso.
A tre non piacciono
per partito preso.
Tre provano un vago struggimento
ma devono pensare ai rubinetti che perdono
e al traffico cittadino.
A due piacciono
e non avrebbero problemi a dirtelo,
ma non sanno come.
Un’altra è tutta presa a preparare domande
sulle facili ironie
e sulla politica dell’identità.
La decima si chiede
se porti le lenti a contatto.

E noi
corrotti come chiunque altro
da un mondo assuefatto
ai carboidrati
e alle parole,

brancoliamo ancora
fra tramonti, metrica e
schegge di speranza

per un istante
liberi
dal terribile contagio
dell’abitudine.

Arundhathi Subramaniam

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Mi interessa il futuro

Mi interessa il futuro
sapere come diventeranno
le sedie, le poltrone
con cosa le sostituiremo
se ci invecchieremo sopra
immaginare i libri a venire
accanto a quali staremo
sapere se tutto questo
precipitare finirà
se arrivati sull’orlo
tireremo indietro il piede
e voltandoci vedremo punti
grigioazzurri ognuno mancanza
ognuno cosa perduta.

Gianni Montieri

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Luce nel buio: il messaggio d’amore di Cristian Barone

«Mi reputo da sempre un ragazzo triste, perché prima di conoscere l’amore ho convissuto per anni con la tristezza. Dopo tutto questo tempo, è come se fossimo diventati buoni amici» ci racconta Cristian Barone, che ha trasformato la tristezza in una forma d’arte e se ne è servito per parlare di amore e di quotidianità nella sua prima raccolta di poesie, Luce nel buio. Quando il lockdown ha scaraventato l’Italia nel suo momento più buio, Cristian, con i suoi 24 anni e le sue mille idee, è riuscito a trovare la luce attraverso la scrittura. 

 «Scrivo da quando ho 13 anni, per lo più testi musicali, ma sentivo che il mio curriculum artistico era incompleto e di punto a capo il lockdown mi ha dato la possibilità di approfondire questo mio lato creativo ed esplorare il linguaggio poetico». Come molti, anche Cristian è stato costretto a non vedere i suoi cari per molti mesi e proprio la mancanza di Simona, la sua fidanzata, l’ha spinto a dar voce ai suoi sentimenti e a farlo per mezzo della poesia. «Ho scritto Bella, la mia prima poesia, per la mia fidanzata. Scherzando, le dissi che avrei scritto un libro, e così è stato. Dopo Bella non mi sono più fermato». Il filo conduttore di Luce nel buio, la tematica attorno a cui ruota tutto il libro, è infatti l’amore che lega Cristian alla sua fidanzata. «Ho cercato di colmare la distanza tra me e Simona attraverso le parole. Scrivere per lei e di lei mi ha aiutato a sentirla più vicino, a lasciarmi il buio alle spalle» – continua Cristian, che con espressioni semplici ma allo stesso tempo evocative, spera di far entrare il lettore nel suo mondo, anche solo per un istante, e fargli sperimentare un vero e proprio ‘viaggio delle emozioni’.

Cristian scrive in parte per sé, ma soprattutto per gli altri, senza distinzione di età. Tutti possono riconoscersi nelle sue parole e trarne beneficio. «Auguro a chiunque legga il mio libro di trovare la propria luce. In questo periodo buio che stiamo vivendo, io l’ho trovata nella mia fidanzata. Si tratta di un treno che prima o poi passa per tutti, ma passa una volta sola. Il mio consiglio è andargli incontro senza paura. Appena ho scritto Bella, ho capito che il mio treno era arrivato e sono salito al volo». È così che Cristian, un ragazzo dalle mille idee e dai tantissimi stimoli, forse troppi per starci dietro, ci mostra che con la creatività e la giusta dose di impegno, si può fare tutto, anche nei momenti più difficili. «Mia mamma mi dice sempre ‘Tu parli, parli. Ma quando fai?’ Ed è vero. È come se la mia testa fosse sempre un passo avanti, mentre il mio corpo resta indietro. Piano piano però sto accorciando le distanze e il mio libro ne è la prova: mi sono posto un obiettivo e l’ho raggiunto. Quando ho avuto il libro tra le mani, con la splendida copertina realizzata dall’artista Edoardo Garibbo, e ho visto le mie parole nero su bianco ho pensato ‘ce l’ho fatta!’»

Federica Gattillo

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