Le Susine Pelate: affrontare un tumore con il sorriso

«1 su 100.000. Questo è quello che mi hanno detto quando mi hanno diagnosticato il cancro». 

Le Susine Pelate è una community Instagram composta da Giulietta, Ilaria, Giulia, Claudia e Federica. Queste cinque meravigliose donne sono pazienti oncologiche del reparto tumori rari presso l’IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

La loro storia insieme comincia attraverso i corridoi dell’ospedale, dove una dopo l’altra si incontrano e iniziano a chiacchierare.

«Sei in una condizione molto rara, non abbiamo un protocollo pronto per te, ci proviamo e poi vediamo come va. Tre cicli più un intervento, potresti rimanere paralizzata per metà volto».

Ciascuna di loro con la propria storia, il proprio percorso. Tutte nello stesso corridoio, sole. C’è il Covid. Nessuno dei loro affetti può entrare con loro e abbracciarle. Devono farlo da sole. Prima Giulia e Ilaria, poi Federica, Claudia e Giulietta si uniscono e condividono le proprie esperienze. Si aiutano. Si salvano. Questa non è una malattia che si deve affrontare da soli. 

Una notte, ubriache di chemioterapia, decidono di mettere in piedi il loro format: una pagina Instagram in cui raccontarsi. Nell’ottobre 2020 nasce @lesusinepelate. In poco tempo raggiungono un gran numero di follower. Si mostrano, danno consigli e supporto a chi è malato e a chi si trova nella sfera degli affetti che devono supportare una persona malata.

Ma intanto la malattia prosegue..

Poi sono arrivate le metastasi, il 17 giugno. Ero terrorizzata e sola. Mi sembrava di guardare la mia vita da lontano, come se quella ragazza lì non fossi in realtà io.

Ilaria ha sempre detto che «saper di venire in Istituto non è mai piacevole, ma sapere di avere intorno persone vicine che ti capiscono e lo sanno, non ti fa stare nella pelle dalla felicità». 

A volte non servono le parole, basta un lo so, uno sguardo di comprensione, una carezza. 

E chi può farlo meglio di una persona che è nella tua stessa condizione?

Ma la vita non si ferma alla malattia, continua con un entusiasmo e forza da leoni:

«Va bene mi sono detta, sono sei e posso farcela. È così che è stato. Sono migliorata già durante il primo ciclo, e poi ancora di più, fino ad oggi 3 ottobre 2020. Piango di felicità, di malinconia, di paura. Ho finito la chemioterapia».

Ilaria si è laureata in psicologia al suo terzo ciclo di chemio e ha appena terminato il tirocinio abilitante per iscriversi all’albo degli psicologi. Giulia è un’educatrice di asilo nido di Trento, mamma di due bimbi di tre e sette anni. Federica, classe ’85, istruttrice di nuoto e proprietaria di una palestra di ginnastica artistica insieme al papà, nota come la Wonderwoman. Claudia, trentanove anni, bergamasca, ha un bimbo di sei anni con due occhi blu uguali a lei. Infine, Giulietta, la susina più giovane, ha soli diciotto anni, frequenta il quarto anno di scuola superiore. Ad aprile, durante il lockdown, ha perso la mamma per un tumore. Giulietta ama la musica e la vita da piccola grande donna.

«Il primo percorso è terminato. E io sento il cuore esplodermi di amore e gratitudine»
Ilaria.

E saremo noi il miracolo, che nessuno si aspettava. Goccia dopo goccia, oceano. Una lacrima che cura. Ricorderai questo momento. Non siamo stati mai così vivi. E saremo noi il miracolo, che nessuno si aspettava.

Adele De Pasquale

© Credit immagini: link + link

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