232 APS: il rap che educa e rieduca

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Spesso siamo talmente coinvolti dalla musica da non sentire squillare il telefono, unica cosa che ci riporta alla realtà, al contesto ‘sospeso’ in cui ci troviamo». 232 è il numero interno di quel telefono, mentre il contesto è la sala musica dell’Istituto penale per minori Cesare Beccaria, racconta Fabrizio Bruno, vicepresidente dell’organizzazione di promozione sociale no-profit che proprio da quel numero prende il nome. 

Nata nel settembre 2019, 232 APS è attiva specialmente all’interno di istituti penali, centri di prima accoglienza, comunità civili e penali, scuole e centri diurni, e si propone, attraverso il canale della musica rap, di promuovere percorsi artistici ed educativi rivolti ai giovani. Grazie a una squadra di educatori, psicologi e pedagogisti, l’associazione organizza una serie di laboratori musicali, ove i ragazzi vengono sì formati da un punto di vista professionale, ma anche e soprattutto accompagnati in un percorso di crescita personale, volto a svincolarli da contesti devianti.

«Il rap è uno strumento bellissimo. Una volta che ti avvicini e ne scopri le potenzialità, difficilmente poi smetti di scrivere. Quello che il rap è ed è sempre stato è la capacità di esprimere le proprie emozioni, riordinarle anche temporalmente. Raccontare la propria vita aiuta a fare ordine» – continua Fabrizio. Ed è così che i ragazzi, affidando alla musica le proprie esperienze, spesso difficili, e, rielaborandole in un contesto che incoraggia la riflessione, trasformano il loro vissuto in arte.  

232 APS è una realtà propositiva, in continua espansione, tanto che, prima della quarantena, contava più di dieci progetti attivi e svariate collaborazioni. A causa del lockdown molte attività sono state temporaneamente sospese, così come convegni e incontri di formazione. Stessa sorte per gli spettacoli musicali Hip hop dietro le sbarre, che vedono come protagonisti i giovani dei circuiti penali e non. «Raccontiamo la nascita della cultura hip hop con performance dal vivo, che diventano spazio di espressione artistica per i ragazzi e occasione per sensibilizzare il pubblico sul tema della legalità. Il mondo del rap e la cultura hip hop raccontano bene come in contesti molto devianti ci siano state risposte estremamente positive». 

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Ma l’associazione non si è fatta certo scoraggiare dal lockdown. Si è anzi servita dei social per promuovere iniziative come #rimedilunedì, #uscivaoggi e soprattutto #esercizionline, appuntamento fisso che permette a tutti di cimentarsi negli esercizi che solitamente vengono fatti all’interno dei laboratori musicali. «Basterà visitare i canali social di 232 APS e chiunque sia incuriosito dal mondo del rap o voglia addirittura mettersi alla prova con rime e giochi di parole, troverà tantissimi contenuti interessanti». 

Non solo rap. I laboratori di 232 APS offrono ai ragazzi uno spazio in cui raccontarsi, un’occasione di aggregazione positiva, un luogo per coltivare le proprie passioni e affinare le capacità decisionali. Insomma, 232 APS dà voce alle nuove generazioni, e ciò non richiede come prerogativa essere dei rapper. «Iniziamo da zero e coltiviamo le passioni di tutti».

Federica Gattillo

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