Forte Legame: un progetto di rigenerazione urbana a Genova. 

Forte Legame è un progetto di rigenerazione urbana volto alla riappropriazione della zona di Forte San Martino a Genova. Nasce nel 2021 da un’idea di CDWR, associazione culturale improntata a promuovere progetti culturali ad alto impatto sociale, con un occhio ai nuovi linguaggi della comunicazione e con una cura particolare al tessuto socio-culturale dell’area urbana genovese.

 La zona di interesse è quella del Forte San Martino, ex struttura militare infossata nella collina di Papigliano, collocata all’interno di una parte dinamica del tessuto urbano – vicini si trovano l’Ospedale San Martino, il polo scientifico di Via Dodecaneso e la facoltà di Ingegneria – e facilmente accessibile dalle vie circostanti. Si tratta di un punto strategico, inserito in una collina già filtro permeabile del quartiere dove hanno luogo diverse e variegate attività. 

 

Inoltre, viene descritto dal PUC come elemento storico-artistico ed emergenza esteticamente rilevante, il Forte verte però nell’abbandono e nel degrado che non permettono alla popolazione di usufruirne al meglio. L’obiettivo di CDWR è quindi quello di costruire, di concerto con cittadinanza, istituzioni e professionisti, le fondamenta per la riappropriazione dello spazio in questione.

 Con un team composto da progettisti, esperti in rigenerazione urbana, consulenti scientifici, collaboratori e realtà locali di vari settori, si sono quindi stabilite le fasi per la riqualifica di questo luogo, la prima delle quali è stata Forte Legame – L’”Alêa

 L’Alêa, viale in genovese, è la porzione di area verde di collegamento tra i quartieri di Albaro e San Martino, nella parte sterrata di via Montallegro. Durante questo primo momento di lavoro, tenutosi nel settembre 2021, si è visto il coinvolgimento dei cittadini interessati in tre eventi: la pulizia dell’area con la collaborazione degli esperti di The Black Bag; l’autocostruzione dell’arredo urbano interattivo progettato per l’area (totem,sedute, cestini e uno speaker corner) mediante tecniche di lavorazione di legno, corda e pneumatici riciclati, in collaborazione con O Bancà Falegnameria; innesco del progetto con una prima presentazione al pubblico. 

 

In questo modo è auspicabile che l’arredo installato accresca il capitale sociale e relazionale del quartiere, inducendo alla sosta, al riposo e al dialogo in questa area verde di respiro immersa nel tessuto urbano. 

 Peculiarità di questo progetto è anche l’utilizzo di strumenti digitali, come questionari scansionabili con QR codes, per un ulteriore coinvolgimento della popolazione in quella che può essere definita un’architettura partecipata. 

 Dall’autunno 2021 ad oggi le attività e gli eventi in questo spazio in evoluzione sono stati molti ed hanno coinvolto diversi gruppi di volontari, associazioni e cooperative del territorio. L’ultimo di questi incontri è stato il 13 di novembre, con un clean up day aperto a tuttә.

Cecilia Verri 

© foto: link

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