Dove nasce un crimine?

Nelle città americane degli Anni Sessanta le cosiddette ‘gang’ giocavano un ruolo importante nella vita sociale delle periferie, e mentre l’opinione pubblica condannava questi comportamenti criminali, un certo Martin Sanchez Jankowski dell’Università della California le guardava con un occhio diverso, un occhio attento alle loro cause ed effetti. 

Per trentasette volte, tra New York, Los Angeles e Boston, studiò i comportamenti interni di questo fenomeno, deducendo le cause della devianza criminale e constatando le implicazioni che le gang avevano nei confronti degli attori locali, tra istituzioni, aziende e società civile. A livello più profondo, Jankowski riconobbe sette attributi comportamentali che compongono la ‘Theory of Gang Behavior and Persistence’.

Dalla competitività all’autostima, il sociologo americano analizza i comportamenti dei personaggi delle gang che incontra e li categorizza per individuare caratteri ricorrenti. Per entrare così tanto nel gradiente di comprensione di questo fenomeno si è dovuto immergere in questo mondo, trovandosi più volte in situazioni difficili e pericolose descritte all’interno del libro. 

L’autore racconta come più volte gli sia servito l’utilizzo delle arti marziali per difendersi e delle prove, anche d’astuzia e fiducia, che gli venivano proposte come segno di adesione alla gang. Riuscì anche a delineare il rapporto con altre istituzioni civili, come mezzi di comunicazione di massa, enti giuridici, polizia e le stesse comunità locali, spesso coinvolte nei giochi di controllo e potere dei capi criminali.

L’approccio di Jakowski ci lascia una lezione importante anche oggi, laddove si debbano incentivare e proporre politiche pubbliche: agire con una maggiore sensibilità e comprensione di come e dove i problemi nascono e sussistono può evitare che in futuro possano ripresentarsi. Ci si attende sempre più che le azioni e gli strumenti (politiche pubbliche, welfare, bandi per il terzo settore,…) delle istituzioni vadano incontro a una visione empatica del fenomeno sociale, accostando adeguatamente una buona dose di dati qualitativi e quantitativi derivanti dall’osservazione e analisi del territorio.

Francesco Fiori

© Credit immagini: link + link

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