Alzheimer, la FDA approva un nuovo farmaco

Nel 2018 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, pubblica un rapporto allarmante sulle stime di crescita di questa malattia: 35,6 milioni di casi nel 2010 che raddoppieranno nel 2030 e triplicheranno nel 2050 con 7,7 milioni di nuovi casi all’anno (uno ogni 4 secondi) e il cui impatto economico sui sistemi sanitari sarà di circa 604 miliardi di dollari l’anno.

Si tratta della cosiddetta ‘malattia dei Paesi ricchi’ dal momento che tra i suoi principali fattori di rischio vi sono l’età, diabete, ipertensione, obesità, inattività fisica, depressione e fumo.

Ciò che ha reso questa malattia così allarmante non è solo la sua crescita dilagante, ma anche il fatto che non esiste una cura… almeno fino ad oggi.

Infatti, il 7 giugno 2021 la Food and Drug Administration (FDA), ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha approvato Aduhelm, primo farmaco, prodotto dalla casa farmaceutica Biogen, in grado di intervenire sui processi fisiopatologici che sono all’origine dello sviluppo dell’Alzheimer.

Aduhelm è un anticorpo monocolonare IgG1 diretto in modo specifico contro gli oligomeri di beta amiloide e contro le fibrille amiloidi implicati nella patogenesi di questa malattia.

«Rappresenta il primo trattamento approvato per l’Alzheimer sin dal 2003»  – afferma la FDA – «l’approvazione è arrivata attraverso un percorso accelerato che può essere utilizzato per un farmaco legato a una malattia grave o pericolosa per la vita e che fornisce un significativo vantaggio terapeutico rispetto ai trattamenti esistenti».

Come spiegato nel comunicato stampa della FDA, la cura consiste in un’iniezione al mese di Aduhelm per via endovenosa che, nella terapia contro il morbo di Alzheimer, può contribuire a rallentare il declino cognitivo dei malati che si trovano allo stadio iniziale della patologia neurodegenerativa.

Per ora l’annuncio riguarderebbe unicamente gli Stati Uniti, mentre in Italia bisognerà ancora attendere l’approvazione da parte dell’EMA (Agenzia europea per i medicinali) e dell’AIFA (Agenzia del farmaco).

Una scoperta di questo tipo sarebbe sensazionale per milioni di persone e famiglie costrette, prive di speranza, ad affrontare questa malattia che porta lentamente al totale annullamento psichico, e di conseguenza fisico, del proprio caro.

Giorgia Pellizzari

© Credit immagini: cottonbro + Matej 

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