Indigena: fatto a mano con amore

Cristina Buonerba, in arte The Lazy Trotter, è una ragazza leccese che vive in giro per il mondo da alcuni anni, durante i quali ha lavorato come traduttrice, per poi aprire un blog personale. 

I suoi contenuti sono molto vari: riporta le sue origini salentine con molto orgoglio, I’impegno per l’ambiente, le pratiche olistiche che promuovono il benessere psicofisico e itinerari di viaggi esotici e urbani. Leggere i suoi articoli e seguirla sui social, in realtà, crea un contrasto tra l’aggettivo ‘pigra’, parte del nome ‘Lazy Trotter’, e la sua quotidianità. La vita di Cristina è infatti un’avventura ‘a spasso’ dall’America Latina fino all’estremo Oriente. Ciò di cui ha bisogno sono un pc, una buona connessione a Internet e la sua curiosità che l’ha portata fino in Guatemala e scoprire luoghi e popoli meravigliosi.

È così che il progetto Indigenaè sbarcato in rete.
A ogni tappa del suo viaggio, Cristina ha presentato sui social le artigiane conosciute in Guatemala, insieme alle quali ha scelto tessuti, colori e modelli, lavorati successivamente con il telaio e trattati con tinte naturali come foglie, erbe e cortecce di piante e fiori. 

In ogni prodotto si può apprezzare la peculiare lavorazione del luogo, dotato di una cultura manifatturiera molto antica, naturalmente sostenibile. Sul sito di Indigena è possibile leggere «di una vera e propria arte – del popolo Maya del Guatemala – che ancora oggi viene rigorosamente riservata a gruppi di donne che continuano a tramandare di generazione in generazione e che richiede molta pratica ed esperienza». 
Gli articoli – borse, kimono e gioielli fatti a mano – sono disponibili sul sito, che illustra anche gli obiettivi dell’iniziativa, tra i quali spicca il tema della solidarietà con la formula: «Donne che supportano le Donne» e del lavoro etico, motivo per cui i prezzi vengono scelti direttamente dalle lavoratrici.

Cristina descrive anche molti aspetti delle credenze del Guatemala, fra cui le bamboline ‘quitapenas’, ovvero ‘scacciapensieri’, che, nella tradizione Maya, assorbono le preoccupazioni.
Affinché funzionino, le bamboline «vanno poste sotto al nostro cuscino. Prima di andare a dormire, possiamo raccontare loro tutte le nostre preoccupazioni. Loro se ne prenderanno cura, assicurandoci in questo modo sogni tranquilli e senza incubi.»

L’opportunità di conciliare lo shopping con una produzione etica e sostenibile è molto invitante, tanto che molti articoli sono già esauriti. Visto il successo Cristina ha promesso di ricontattare le artigiane per permettere nuovi ordini.

Francesca Cesari

© Credit immagini: link + link + link

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