Refugee Info Bus: supportare i rifugiati in movimento

Se sono una persona scappata dal proprio paese per qualunque motivo, cosa devo fare, a chi mi posso rivolgere per chiedere aiuto, quali sono i miei diritti non appena arrivo su suolo straniero?

Refugee Info Bus risponde a questa domanda. È un’organizzazione che nasce nel 2016 dopo la distruzione della giungla di Calais, il grande campo situato in quella zona. 

«Le persone a Calais erano in una sorta di limbo»

Un gruppo di avvocati e mediatori culturali hanno deciso di creare un servizio da distribuire, in cui forniscono ai migranti informazioni legali sul sistema di richiesta d’asilo in Francia e in Gran Bretagna. «La nostra missione è aiutare i rifugiati e gli sfollati ad avere accesso ai diritti che le persone con passaporto europeo danno per scontati. Lavoriamo con un team affiatato di 7 mediatori e traduttori culturali, tutti a loro volta rifugiati, che hanno attraversato il processo di richiesta d’asilo. Si dedicano alla traduzione di informazioni legali e a rispondere ai messaggi Facebook degli utenti del servizio, ovunque si trovino».  

Nel nord della Francia hanno creato questo bus con un team selezionato di volontari, quattro attualmente, che provvedono a fornire queste informazioni. «L’idea è di permettere alle persone di venire a conoscenza di informazioni che riguardano il ritrovarsi in Francia senza documenti, il processo di richiesta d’asilo in Francia o in Gran Bretagna, che diritti hanno queste persone quando vengono arrestate o quando decidono di attraversare il confine». Ma anche nozioni relative al territorio: «A Calais c’è l’entrata per il tunnel sotto la Manica. Noi cerchiamo di dare elementi base utili per chi decide di attraversare il confine: quali sono i numeri di emergenza da chiamare nel caso ci si trovasse in mezzo alla Manica e ci fosse qualsiasi tipo di emergenza o bisogno di soccorso; come scaricare le coordinate anche se non c’è connessione internet; cosa provare a fare nel momento in cui il motore della barca si ferma o se una persona cade in acqua; il sito dove controllare il meteo non solo dalla costa, ma anche in mezzo al mare, prima di mettersi su una barca» ci racconta Clara, volontaria nel nord della Francia da maggio 2020. 

Clara, oltre ad essere il punto di collegamento tra team sul campo e il team in Inghilterra, dove c’è la sede, si occupa della parte di manutenzione più tecnica e crea documenti ogni mese in cui sono raccolte le informazioni su tutte le organizzazioni che operano sul territorio e sugli orari di servizio. Questi documenti vengono condivisi con le persone che vivono per strada di modo che sia facilitato l’accesso ai servizi disponibili. «Tramite Refugee sto lavorando con la Croce Rossa e l’associazione Cart ONG per creare una mappa digitale che integri i vari servizi che esistono su Calais. Una versione digitale su mappa di questi documenti».

«Centinaia di rifugiati si sono incontrati con il nostro team ogni settimana per capire i loro diritti, discutere i loro piani, chiamare le loro famiglie e/o accedere a Internet. Vivere senza un tetto riempie di ansia e solitudine. Prendere contatto con genitori, partner o bambini che sono stati lasciati a casa, o addirittura bloccati nei paesi di transito, può alleviare leggermente questa tensione. Ogni giorno vediamo gli effetti positivi che il nostro servizio produce sul benessere dei nostri utenti».

Adele De Pasquale

© Credit immagini: link

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