‘Anduma’, un cammino sulla strada della legalità

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Amunì’ è un’esortazione in dialetto palermitano che si traduce in ‘andiamo’, ‘mettiamoci in cammino’. ‘Anduma’ traduce lo stesso concetto in dialetto piemontese, ma soprattutto dà il nome a un progetto di Libera, avviato inizialmente in Sicilia nei territori di Palermo e Trapani, rivolto ai ragazzi, tra i sedici e vent’anni, sottoposti a procedimento penale da parte dell’Autorità giudiziaria minorile e impegnati in un percorso di riparazione. 

«È nata la volontà di provare a replicare anche a Torino questa esperienza sotto il nome di  ‘Anduma’, per mantenere  le specificità territoriali senza dimenticare tuttavia l’obiettivo comune: mettersi in cammino per crescere. Il progetto è promosso da Libera Piemonte e realizzato in collaborazione con l’associazione Acmos, inoltre il legame con gli Uffici di Servizio Sociale per i minorenni permette di  rintracciare quei ragazzi coinvolti in un processo penale.» racconta Piero Bellino coordinatore del progetto, di cui fanno parte anche Enrica Galliano, Clara Rigatelli e Giulia Sonda

Staff Anduma

«Molti di loro prosegue Clarasono al primo reato e seguono un percorso con Libera all’interno di un progetto educativo più ampio che il Tribunale, insieme agli assistenti sociali, prevede per ciascuno di loro. Ragazzi e ragazze che devono scontare il periodo di ‘messa alla prova’, ovvero la sospensione del processo e l’affidamento ai servizi sociali per un cammino di crescita che, se va a buon fine, estingue il reato. Per farlo, questi ragazzi, insieme ai loro educatori, hanno scelto la strada dell’antimafia sociale e responsabile.»

Così nasce l’idea di proporre una strada alternativa per guardare la mafia da un altro punto di vista, incontrando chi l’ha vissuta non leggendola sui libri ma sulla propria pelle.
Il percorso proposto ai ragazzi consiste in un cammino a tappe. A ogni tappa un luogo, una storia, una persona, un racconto, una testimonianza nella speranza di provare a innescare un piccolo cambiamento che a cascata possa dare delle svolte nuove, positive e costruttive per loro e per la collettività.

«La proposta formativaspiega Pierosi sviluppa attorno al filone della legalità, attraverso la memoria e l’impegno; della riparazione, creando situazioni in cui i ragazzi possano mettersi al servizio della comunità; dello sport, che offre una dimensione nella quale potersi rapportare con gli altri e con il proprio corpo in modo diverso, e infine del viaggio, uno degli elementi maggiormente caratterizzanti di questo percorso.
Una delle esperienze più importanti per questi ragazzi è il viaggio del 21 marzo in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. I ragazzi, provenienti da diverse città italiane, partecipano insieme a un campo di formazione. Un viaggio di scoperta e di condivisione, di formazione e di confronto

‘Anduma’ è un messaggio di profonda speranza, un continuo mettersi in gioco, un coinvolgimento come persona. Infatti gli educatori non conoscono il passato e la storia dei ragazzi per non essere influenzati da preconcetti. «Crediamo che il messaggio positivo sia la possibilità di immaginarsi insieme un modo alternativo di approcciarsi ai percorsi penali. Dietro l’immagine del reo, che è alimentata da pregiudizi, si celano persone così diverse e variegate: non diamo per scontato che anche loro non possano sviluppare una coscienza critica o che non possano essere dei cittadini. ‘Anduma’ oltre l’errore, insieme!»

Elisa Lacicerchia

© Credit immagini: courtesy educatori del progetto Anduma