“Credeva (il filosofo franco-tunisino Albert Memmi) che il colonizzatore fosse un uomo destinato a soffrire il proprio privilegio come diritto, e il diritto come uno scorno, entrambi erano il seme marcio della sua mediocrità; invece, l’afflizione dell’oppresso era la depressione narcisistica: privati di lingua, cultura e storia, ci vergognavamo di tutto..“
Libri in pillole è la rubrica che ti consiglia un libro perché è piaciuto a noi.
Acqua Sporca, di Nadeesha Uyangoda

Questo mese ho finalmente recuperato “Acqua Sporca”, di Nadeesha Uyangoda, edito da Einaudi e pubblicato nel gennaio 2025.
Non sono mai riuscita a leggere le novità nel momento in cui venivano pubblicate, ma rimangono dei pensieri fissi. Ad “Acqua sporca” ho pensato per quasi un anno e mezzo prima di riuscire a recuperarlo. Anche se ormai non è una novità per nessuno – il libro è anche candidato al Premio Strega 2026 – e vale la pena parlarne e leggerlo.
Acqua Sporca segue le vicende di una famiglia tra lo Sri Lanka, Paese da cui partono gran parte dei personaggi della storia, e l’Italia. Forse è un pò riduttivo sostenere che si tratti di un libro sulla migrazione, che è uno dei temi centrali, sia per chi sostiene il viaggio e cerca di costruirsi una vita altrove, sia di chi non parte.
L’autrice italo-singalese, nota nel panorama intellettuale italiano anche per la sua rubrica Libri sul settimanale “Internazionale”, ci parla delle migrazioni e degli effetti sulle famiglie e sugli individui. Interviene, di tanto in tanto, come narratrice onnisciente, consapevole dei pensieri dei suoi personaggi. A Himali, la donna che all’inizio della storia annuncia il suo ritorno in Sri Lanka, assegna una riflessione sull’appartenenza ai luoghi
“(..) sapeva anche che a romanticizzare la memoria dei luoghi è sempre chi emigra, chi resta fa i conti con i ruderi di quelle fantasie.”.
La decisione di partire si fa largo nei personaggi, non tutti ne avranno la possibilità. Uyangoda racconta con onestà i sentimenti di ciascuno e come si insinuano, tra i personaggi, il rancore e l’insoddisfazione – il carico pesante di prendere una decisione, di affrontarne anche le conseguenze, la delusione a volte.
Il personaggio con cui è, forse, più facile identificarsi è Ayesha, che dà voce alla narratrice. La giovane donna ci racconta anche il mondo della Generazione Millennial/Z, a confronto con un’Italia precaria e respingente, soprattutto per lei e per tante persone che lavorano nel settore culturale. A lei sono assegnati i pensieri iniziali, così come i pensieri critici durante tutto il racconto.
“Acqua Sporca” è, infine, un ottimo libro per chi ha voglia di saperne di più sullo Sri Lanka, la storia e il colonialismo, ma anche la cultura, le tradizioni e la magia.
Francesca Cesari
Link copertina del libro.
Grazie a Luca Trevisan (@trattocromatico) per la copertina dell’articolo.