«Poi succede che uno pensa di essere un viaggiatore, e invece è solo un turista che ha molto tempo».
Natalia Ginzburg
Probabilmente, a causa dei miei viaggi dell’ultimo periodo, ho realizzato di aver letto alcuni libri su persone che affrontavano uno spostamento tra un Paese e un altro. Ma i viaggi non sono tutti uguali e alcuni riflettono il “privilegio del passaporto”, ovvero di chi può attraversare un confine liberamente. Alcunə sono migranti, altrə sono in viaggio: è un fattore identitario (e di discriminazione, sic).
Quest’uscita di Libri in pillole, quindi, parla un po’ della geografia di chi si sposta. Vuol dire tante cose in fondo.
Il primo libro è “Terre piatte. Dove non serve nascondersi” di Noreen Masud – tradotto da Sara Reggiani. In un racconto autobiografico, l’autrice racconta di avere lasciato il paese in cui è nata, il Pakistan, per trovare rifugio nel Regno Unito, luogo d’origine della madre. Masud fugge da una vita che non sente propria e che nella sua memoria ha le sembianze di uno spazio piatto, quello delle campagne pakistane, dove non è possibile nascondersi, ma neanche lasciarsi sorprendere da eventi improvvisi: è tutto lì.
Di un’infanzia trascorsa nelle mura della casa paterna, la protagonista ha sviluppato un “trauma complesso”, che lei definisce «un disturbo difficile da curare perché, come un paesaggio piatto, non offriva appigli, un evento su cui concentrarsi e su cui lavorare».
Nel Regno Unito, Masud inizia una carriera accademica che la porterà a riflettere la relazione tra la natura e il colonialismo.

Il secondo libro, se possibile, è diametralmente opposto. “Filosofia minima del pendolare” è un piccolo saggio di viaggi dello scrittore svedese Björn Larsson (tradotto da Andrea Berardini). In questo libro non ci sono grandi esplorazioni o trame avventurose. C’è un uomo che la sa decisamente lunga sui mezzi di trasporto.
L’autore, narratore e protagonista, ha viaggiato molto, dalla Svezia alla Danimarca, oltre Manica, verso la Puglia, per una miriade di motivi. È un racconto divertente e interessante su ciò di cui fa esperienza, dei paesaggi che coglie e delle persone che incontra. Non si esime, tuttavia, da considerazioni sulla vita o sulla politica, a volte veloci tipiche di chi è di passaggio, altre volte più ponderate quando scrive ad esempio dell’odio rivolto alle persone che chiedono l’elemosina per strada, frutto della propaganda, piuttosto che una causa di disordine pubblico.

Buone letture!
Francesca Cesari
Credit copertina: Luca Trevisan, @TrattoCromatico