Capriole: storie di persone, fallimenti e rinascite 

Capriole è un progetto che informa riguardo a realtà associative che si occupano di tematiche principalmente legate al mondo del carcere ma anche di immigrazione, inclusione sociale e disabilità. Il progetto si articola in due attività. 

La prima è una web serie su YouTube, articolata in vari episodi della durata di circa 15 minuti. Paolo Cevoli, comico e attore, è il narratore e conduttore della serie. Al centro di ogni puntata i veri protagonisti sono le persone. La loro storia introduce lo spettatore a una realtà associativa che permette ai detenuti di scontare la pena in un modo alternativo al carcere. In queste strutture spesso non vi sono solo loro, ma anche altre persone con storie di vita diverse, uno stimolo riflessivo in più. 

La serie mostra come nella vita si può sbagliare una o più volte, ma c’è sempre la possibilità di fare una capriola, di comprendere – a prescindere dall’età – l’errore commesso. La serie fa capire come la scelta di ‘fare una capriola’ sia personale, ma è importante essere supportarti nella scelta dalle persone che ci stanno accanto.  Non è determinante quanto sia grande il fallimento, ci si può sempre rialzare con la propria volontà e con l’aiuto altrui. 

Un detenuto costa allo stato 200 euro al giorno e il 70% è recidivo. Le persone che scontano la pena in una realtà alternativa al carcere costano 30 euro al giorno e solo il 15% è recidivo (dati Antigone). Queste strutture si sostentano anche attraverso donazioni di privati, e infatti la seconda attività del progetto Capriole è una raccolta fondi, per supportare le realtà mostrate. 

Questa la loro mission sul sito web: «Capriole nasce per dare voce a persone con uno o più fallimenti alle spalle, ma che quando hanno toccato il fondo del loro abisso sono riuscite a fare una capriola e a rinascere e per sostenere le persone e le organizzazioni che dedicano la loro vita a prendersi cura di tutti coloro che vivono situazioni di bisogno».

È facile cadere nel pensiero: chiudiamoli in carcere e buttiamo via la chiave. Difficile credere alle tante storie di cambiamento, raccontate da progetti come questo.  Spesso, davanti ai cambiamenti positivi che avvengono nei detenuti si sente dire: «è solo uno su mille». I dati dimostrano il contrario, ma anche se fosse uno solo sarebbe la goccia che unita a tante altre formerebbe un mare. Un mare di cambiamento.

Qui potere vedere il primo episodio:  dare un’occhiata non costa nulla! 

Andrea Antoniazzi

© Credit immagini: Courtesy Capriole

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