Be My Eyes: la quotidianità più accessibile

Be My Eyes è un’app che nasce nel 2015 da un’idea di Hans Jørgen Wiberg, artigiano danese divenuto negli anni ipovedente. Wiberg collabora con diverse associazioni, tra cui la Danish Association of the Blind, per dare consigli e aiuto nel quotidiano alle persone nella sua stessa condizione. Tuttavia, si rende conto che ancora troppo spesso le persone con disabilità visive provano vergogna nel chiedere aiuto a chi gli sta vicino per le piccole azioni quotidiane.

Per questa ragione Wiberg idea Be My Eyes: un’app che coinvolge una rete di volontari da tutto il mondo, garantendo supporto alle persone non vedenti senza far ‘scomodare’ familiari, amici o vicini di casa.
Il punto chiave è la semplicità del funzionamento di quest’app. L’utente non vedente deve solo registrarsi e iniziare una videochiamata alla quale risponderà il primo volontario disponibile. Si potrebbe definire quindi una forma di ‘micro-volontariato’, come Wiberg lo ha definito, poiché la chiamata non supera mai in media i tre minuti e le richieste sono molto semplici – ad esempio controllare la scadenza del latte o verificare che la luce del bagno sia spenta – anche se non mancano richieste singolari come leggere il risultato di un test di gravidanza o leggere un documento antico di letteratura

Già dal momento del lancio l’app ha riscosso molto successo: 10.000 download nelle prime ventiquattro ore. Da allora, i numeri sono cresciuti in maniera strabiliante: ad oggi, sono più di 300mila gli utenti con disabilità visive e più di cinque milioni i volontari provenienti dalle più disparate zone del mondo, garantendo aiuto a tutti gli orari e in più di 180 lingue.

L’invenzione di Wiberg non è la sola che ha contribuito a rendere questo mondo più accessibile alle persone ipo-vedenti. Un esempio tra tanti è We Walk, un bastone smart che permette di camminare per strada in maniera più sicura, orientandosi meglio. 

Citando parte del discorso di Wiber al TedxCopenhagen: «Essere in grado di guardarci allo specchio ogni mattina non è una cosa che possiamo dare per scontata ma, con i vostri occhi e Be My Eyes, possiamo guardarci allo specchio insieme e forse rendere questo mondo leggermente migliore».

Cecilia Verri

© Credit immagini: link + link + link + link

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