La casa dei babbi

«La prima struttura in Italia per padri soli che, molto spesso, dopo la separazione o il divorzio dalla moglie, devono fronteggiare difficoltà economiche e abitative».

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Secondo alcuni dati dell’Istat 48,9 monogenitori su 100 famiglie sono uomini separati/divorziati. Su 4 milioni di uomini separati o divorziati, circa 800.000 sono sulla soglia della povertà (Caritas, 2014). È vicino a questi padri che si inserisce il progetto La casa dei babbi gestito dall’associazione GenGle onlus (GENitori sinGLE insieme) fondata nel gennaio 2016: una rete di aiuto per genitori single nata a supporto delle famiglie monogenitoriali e per offrire uno spazio di confronto dove far crescere nuove relazioni sociali.

La casa dei babbi è uno dei progetti proposti dall’associazione. Consiste in una serie di appartamenti offerti, tramite candidature presso il Comune di Firenze o contatti diretti con gli assistenti sociali, a padri separati o divorziati, che si sono trovati sulla soglia della povertà senza un luogo in cui abitare e ospitare i propri figli.

Per legge, la casa rimane al genitore affidatario dei figli e la madre, tendenzialmente, è la collocataria di questi, dunque a lei spetta la casa coniugale. I padri, quindi, sono uomini senza proprietà, che si trovano a dover sommare una serie di ingenti spese che impediscono loro di arrivare a fine mese.

I requisiti per accedere a questi centri abitativi sono: avere almeno un figlio minore a carico; avere del tempo da spendere insieme al proprio bambino, quindi aver ottenuto l’affidamento condiviso; avere un reddito minimo per poter passare gli alimenti ai figli; essere in regola con il pagamento di questi ultimi.

La graduatoria viene aggiornata ogni sei mesi e i padri possono alloggiare in queste case per un massimo di 12 mesi. La casa offre spazi comuni quali: la cucina, la ludoteca, la libreria e il salotto, dove si possono creare relazioni tra bambini e padri, anche in gruppo.

Inoltre, ai babbi viene offerto supporto psicologico, avvocati abilitati allo svolgimento del gratuito patrocinio e mediatori familiari convenzionati per assistere questi genitori nella gestione di tutto ciò che comporta a livello psicologico ed economico una situazione di questo tipo.

Spesso questi padri si trovano a non vedere per molto tempo i propri figli per la precarietà della situazione in cui versano. La casa dei babbi è una boccata d’aria fresca per quei genitori che devono lottare con una realtà molto dura, ma è soprattutto «un’occasione per creare tanti, tanti, tanti bei ricordi con questi cucciolotti, che sono i nostri figli».

Adele De Pasquale

© Credit immagini: link + link

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