World Press Photo 2021

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Venerdì scorso sono stati proclamati i vincitori e le vincitrici della 64ª edizione del World Press Photo, il più importante concorso di fotogiornalismo al mondo, organizzato dall’omonima fondazione olandese dal 1955. La giuria internazionale ha esaminato i lavori di 4.135 fotografi provenienti da 130 paesi, per un totale di 74.470 immagini. In finale sono stati selezionati 45 fotografi da 28 paesi.

La World Press Photo of the Year è stata vinta dal fotografo danese Mads Nissen con The First Embrace, che mostra un’anziana abbracciata da un’infermiera per la prima volta in cinque mesi attraverso una rete di plastica – la ‘Tenda dell’abbraccio’ – in una casa di riposo a San Paolo, in Brasile. Kevin WY Lee, membro della giuria ha definito la fotografia ‘iconica: «Commemora il momento più straordinario della nostra vita, ovunque. Ci ho letto la vulnerabilità, i miei cari, la perdita e la separazione, la morte ma, soprattutto, anche la sopravvivenza, tutto racchiuso in un’unica immagine».

The First Embrace © Mads Nissen, Danimarca, Politiken/Panos Pictures Rosa Luzia Lunardi (85) abbracciata dall’infermiera Adriana Silva da Costa Souza, presso la casa di cura Viva Bem, San Paolo, Brasile, il 5 agosto. Era il primo abbraccio che Rosa riceveva in cinque mesi. World Press Photo

Il premio World Press Photo Story of the Year, dedicato a una storia di grande effetto su una questione di rilevanza giornalistica, è stato vinto da Habibi, un reportage curato dall’ italiano Antonio Facciolongo sul contrabbando di sperma nelle carceri israeliane da parte dei detenuti palestinesi e delle loro famiglie, che vogliono preservare i loro diritti riproduttivi.

Habibi © Antonio Faccilongo, Italia, Getty Reportage Amma Elian, il cui marito sta scontando l’ergastolo dal 2003, con i loro due gemelli nati in seguito alla fecondazione in vitro, a Tulkarm, in Palestina, il 25 gennaio 2015. World Press Photo

Alla categoria dei Contemporary Issue  ha vinto Yemen: Hunger, Another War Wound di Pablo Tosco: Fatima, pescatrice, e suo figlio preparano la barca per andare a pesca in Yemen. Al secondo posto Doctor Peyo and Mister Hassen, una donna malata di cancro e l’importanza della pet therapy grazie a Peyo, un cavallo. Resting soldier mostra infine un soldato che riposa su un telo di plastica in trincea in Armenia durante la guerra del Nagorno-Karabakh.

Il premio Contemporay Issue Story è stato vinto da Alexey Vasilyev con Sakhawood, un lavoro sugli abitanti della Sacha, nell’estremo oriente della Russia. Islamic State’s Yazidi Survivors racconta invece della popolazione degli yazida, perseguitata dallo Stato islamico dal 2014. Al terzo post The Aftermath of the North East Delhi Riots, descrive le proprietà nel quartiere Shiv Vihar di Delhi nord-est, in India, pochi giorni dopo le rivolte settarie nel distretto.

Alla categoria Ambiente ha vinto Ralph Pace con California Sea Lion Plays with Mask: un leone marino della California nuota verso una mascherina. Al secondo posto Temple and Half-Mountain, che raffigura un tempio buddista che occupa metà di una montagna, mentre l’altra metà è stata scavata per estrarre giada in Myanmar. Climate Crisis Solutions: Collecting Drinking Water in Kalabogi conquista il terzo posto: una donna prende l’acqua potabile da un telo che raccoglie la rugiada mattutina, in Bangladesh.

Il premio Ambiente Storie è stato assegnato a Lalo de Almeida, racconta degli incendi che nel 2020 hanno coinvolto la regione brasiliana del Pantanal. One Way to Fight Climate Change: Make Your Own Glaciers invece narra delle nevi hymaliane raccolte per avere l’acqua durante l’estate. Inside the Spanish Pork Industry: The Pig Factory of Europe documenta l’industria spagnola della carne di maiale.  

General News è stato vinto dalla foto dell’anno The First Embrace, al secondo posto The Human Cost of COVID-19 che raffigura il corpo di una sospetta vittima del Covid-19, al terzo posto la foto di donne che piangono la morte di Suleimani, il generale iraniano morto a inizio 2020.

Paradise Lost è la foto vincitrice di General News Storie, progetto sul conflitto tra Azerbaigian e Armenia. Al secondo posto Cross-Border Love, che raffigura un uomo e una donna divisi dal muro di confine tra Svizzera e Germania a causa della pandemia. Al terzo posto vince un reportage sui mesi peggiori della pandemia in Francia.

Il premio Long-Term Projects è stato assegnato ad Antonio Facciolongo con Habibi. Il progetto al secondo posto è Reborn, dove ogni donna ritratta nel progetto ha una motivazione per avere e prendersi cura di una bambola con fattezze umane. Al terzo posto Trapped in Greece, che testimonia la vita delle migliaia di persone rifugiate bloccate in Grecia.

La foto vincitrice del Premio Natura è Rescue of Giraffes from Flooding Islan di Ami Vitale: una giraffa è trasportata su una chiatta dall’isola allagata in Kenya. Al secondo posto Path of Panther, che immortala una pantera che attraversa una recinzione in Florida insieme al suo cucciolo. Al terzo posto New Life, dove uova di rana pendono da una foglia nella foresta pluviale in Ecuador

Natura Storie è stato vinto da Pandemic Pigeons – A Love Story, di Jasper Doest (Paesi Bassi): una coppia di piccioni ha fatto amicizia con la famiglia del fotografo. Al secondo posto Taal Volcano Eruption, un uomo pulisce l’automobile durante l’eruzione di uno dei vulcani più attivi delle Filippine. Al terzo posto un progetto che documenta l’invasione a inizio 2020 delle locuste del deserto in Kenya, la peggiore invasione degli ultimi 70 anni.

Il primo premio di Ritratti è stato assegnato a The transition: Ignat di Oleg Ponomarev (Russia): Ignat, uomo transgender, è fotografato con la sua ragazza a San Pietroburgo. Al secondo posto COVID-19 First Responder, una medica è fotografata alla fine del suo turno con i segni lasciati dalle protezioni in un ospedale a Città del Messico. Al terzo posto In Flight, dove un padre insegna alla figlia autistica a lanciare un aereo giocattolo a Mosca.

Ritratti Storie è stato vinto da The ‘Ameriguns’ di Gabriele Galimberti, che ha proposto un progetto sui proprietari di armi negli Stati Uniti. Al secondo posto Nowhere Near, un lavoro che approfondisce le storie di molti migranti arrivati in Italia. Infine Niewybuch documenta i campi estivi militari in Polonia, esistenti dagli anni Venti del Novecento.

Vince la categoria Sport Adam Pretty con Log Pile Bouldering: in Baviera un uomo si arrampica su una catasta di legna per allenarsi al Boulder, l’arrampicata su rocce senza corde e imbracature. Home Training raffigura Pat Naughton, uomo di 87 anni, che si allena nella sua casa in Irlanda durante il lockdown. Al terzo posto Tour of Poland Cycling Crash, dove un ciclista olandese cade poco prima del traguardo durante la prima tappa del Giro di Polonia.

Sport Storie è vinto da Chris Donovan con Those Who Stay Will Be Champions, un reportage su una squadra di basket in Michigan durante la pandemia. Faces of Bridge racconta di un club di bridge in Svezia che ha potuto giocare grazie a dei separatori di plexigas. Al terzo posto Thoughts of Flight: la storia di Saeed Ramin, professionista di parkour iraniano che, a causa di una lesione del midollo spinale, ha creato delle attrezzature per la riabilitazione nella sua abitazione.

Spot News è stato vinto dalla forte immagine Lincoln Emancipation Memorial Debate, di Evelyn Hockstein, che raffigura la discussione tra una donna e un uomo che sostengono rispettivamente la rimozione e il mantenimento della statua di Lincoln. Al secondo posto Waiting for Release at a Temporary Detention Center in Belarus, una donna bielorussa in attesa di vedere il marito, l’attivista politico Paval Sieviaryniec. Al terzo posto Forest Fire, un bambino in auto vicino all’incendio dei boschi in Portogallo.

Port Explosion in Beirut, di Lorenzo Tugnoli, è il reportage dell’esplosione nel porto di Beirut, in Libano, che ha vinto Spot News Story. A seguire Presidential Vacancy, sulle proteste in Perù per l’instabilità politica dello Stato. E poi Minneapolis Unrest: The George Floyd Aftermath, che racconta le conseguenze dell’uccisione di George Floyd.

Osservare le foto vincitrici consente di ripercorrere il 2020, anno che ricordiamo e ricorderemo sicuramente come l’anno del Coronavirus. Per quanto la pandemia abbia sospeso le nostre vite, osservando le foto vincitrici possiamo però renderci conto di come il mondo non si sia interrotto del tutto, nonostante l’impressione costante di vivere in sospeso, in attesa di un cambiamento. 

Le foto vincitrici saranno inserite nel libro dell’edizione di quest’anno, esposte in una mostra itinerante che di solito fa tappa in decine di città nel mondo. A causa delle restrizioni, le date verranno pubblicate più avanti ma dal 15 al 17 aprile il World Press Photo ha organizzato un festival online.

Marta Schiavone

© Credit immagini: link

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