Maria Svarbova: la quiete dell’acqua e dei toni pastello

Possono, delle fotografie scovate su Instagram, riuscire a svoltare completamente una giornata? Per quanto mi riguarda, la risposta non può che essere positiva se si è veramente convinti che la bellezza, un giorno, salverà il mondo o, quanto meno, lo renderà un luogo piacevole in cui fermarsi e magari sostare. Scoprire una nuova, talentuosissima fotografa può migliorare una giornata.

Maria Svarbova nasce nel 1988 in Slovacchia, dove tutt’oggi vive. Sulle spalle un percorso di studi artistici classici e nelle mani una macchina fotografica con la quale vuole mostrare il mondo così come i suoi occhi lo vedono. Dal 2016 inizia a portare i suoi scatti in giro per le grandi città; nel 2017, per ben due volte, espone in Italia, presso la Leica Gallery di Roma e di Bologna. Attualmente è in mostra alla Galerie LeRoyer di Montréal, in Canada. 

Il suo account Instagram è ricco di contenuti, una vera e propria poesia per gli occhi, tanto è vero che l’universo della Svarbova è fatto di geometrie e di colori pastello, di atmosfere rarefatte e di una perfetta staticità. La fotografa indaga il rapporto tra il corpo umano e lo spazio che lo circonda, ci troviamo spesso in ambientazioni asettiche, che definirei ‘non-luoghi’, all’interno delle quali i corpi assumono pose plastiche, irreali, quasi magiche.

La serie più famosa è quella realizzata nelle piscine: l’interesse della Svarbova per le architetture e gli spazi di epoca socialista la portano, infatti, a prediligere questo genere di luoghi che, uniti alla totale immobilità dei soggetti, danno vita a qualcosa di etereo, senza tempo e al contempo di un’eleganza surreale. Attraverso le sue fotografie, Maria Svarbova riesce a trasmettere un incredibile senso di quiete; l’ordine quasi maniacale dei suoi scatti riporta l’ordine anche dentro di noi.  

Se la fotografia si potesse percepire non solo con gli occhi, ma anche con il senso dell’udito, probabilmente quello che sentiremmo guardando una fotografia della Svarbova sarebbe un lungo silenzio assordante. Lo stesso silenzio che sentiamo quando ci immergiamo sott’acqua.

Barbara Talarico

© Credit immagini: link

1 Comment

  1. Non conoscevo questa fotografa e l’istantanea che hai saputo scattare su di lei e sulla sua arte mi é piaciuta particolarmente. Sono foto di poesia statica che riesce a colpire con eleganza, silenziosamente.

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