Choose Salt Water: un progetto per invertire la rotta

Choose Salt Water nasce da intersezioni di passioni e conoscenze.

L’amore per la vela incontra la biologia,
la fotografia incontra la ricerca,
la scienza incontra la bellezza.

Marta, biologa marina, ha una formazione scientifica.
Tommaso, fotografo, ha una formazione artistica.
L’amore per il mare li unisce.

Affascinata dal progetto, ho intervistato Marta e Tommaso per saperne di più.

Come è nato il progetto, l’idea di fare ricerca e costruire un racconto, circumnavigando l’Italia in barca a vela?

«Il progetto è nato a luglio, quasi per caso direi. Tommaso e io ci siamo incontrati la scorsa estate sul lungo mare in Toscana. Abbiamo scoperto di avere molte passioni in comune: dopo una settimana abbiamo deciso di comprare insieme una barca a vela. L’idea iniziale era circumnavigare l’Italia ma, più pensavamo al viaggio più cresceva in noi il desiderio di trasformarlo in qualcos’altro: creare un movimento di sensibilizzazione per raccontare la bellezza dell’immenso mondo marino. Ci piacerebbe collaborare con centri di ricerca, università e ONG per essere una barca da ricerca di supporto. 
L’intento è uscire dagli schemi tradizionali della ricerca – concepita per essere fruibile a pochi esperti – per renderla accessibile a tutti, adulti e bambini. Vorremmo rendere partecipi anche i cittadini e le scuole di vela e altri sport acquatici che incontreremo nel viaggio.»

Quali vantaggi offre coniugare la biologia marina e l’andar per mare?

«Come biologa marina la navigazione per mare è un’opportunità di ricerca incredibile non solo per me, ma per chiunque sia interessato a venire a bordo a raccogliere dati scientifici.
Credo che tutti i velisti siano piccoli oceanografi. Chi va per mare conosce venti, onde, maree e correnti. Il nostro più grande desiderio è quello di vivere il mare in ogni sua sfaccettatura, in una sorta di simbiosi.» 

Quale sarà il vostro approccio di ricerca? Dal particolare al generale o viceversa? 

«Mi piace pensare alla ricerca come a una bambina su uno scoglio, che vede un animale o un’alga e si chiede che cosa sia. La ricerca parte dall’osservazione di quella piccola creatura e si amplia fino alla comprensione di quell’organismo all’interno di un contesto più ampio, quello dell’ecosistema.»

Ho letto che avete intenzione di fare ricerca su il plancton. Perché è così importante per noi e l’ecosistema marino?

«ll plancton è la mia grande passione: possono essere batteri, virus, alghe e animali che ‘vagabondano’ nel mare. E’ un elemento strategico sia per il mare sia per noi. Anche se non se ne parla molto, il plancton produce metà dell’ossigeno che respiriamo e assorbe grandi quantità di anidride carbonica.» 

Quali altri mondi vi piacerebbe osservare e raccontare?

«Vorremmo osservare la vita marina nei porti, esaminare le creature che vivono sotto pontili, barche e boe, che si sono adattate a condizioni di stress alte.
Non possono mancare poi le storie di vita dei pescatori e di tutte le persone che vivono e lavorano in mare. Vorremmo raccontare le storie delle persone che hanno un legame profondo con il mare: fanno parte del nostro progetto e ci piacerebbe renderli partecipi.
Sicuramente poi racconteremo attraverso un diario di bordo quello che proveremo – non solo scientificamente – anche a livello emotivo. Come sarà per esempio la sensazione di avere per lungo tempo la salsedine sulla pelle?»

In che modo racconterete il progetto? Ci sono strumenti particolarmente adatti per descrivere il mondo sott’acqua?

«Per ora stiamo utilizzando i social: siamo su Instagram, i prossimi passi saranno un canale Youtube e il sito, che immaginiamo come un diario di bordo, dove pubblicare cosa facciamo durante la navigazione e i workshop.
Strumenti specifici che potrebbero essere interessanti sono il rov subacqueo per fare analisi sul fondale e l’idrofono per unire alla parte visiva una parte uditiva. Riuscite a immaginare un podcast con invece di chiacchiere umane trasmette chiacchiere marine?!»

Le fotografie al microscopio sono un mondo meraviglioso di colori e di armonia. Mi emozionano, perché scatenano l’immaginazione.

«Si anche a me guardare dentro un microscopio emoziona molto, da biologa marina e appassionata di plancton. Mi sembra incredibile poter vedere organismi vivi e invisibili a occhio nudo, dalla struttura e funzione così complessa. E’ come scoprire un altro mondo. 
Con la fotografia vorremmo poter condividere questa sensazione.
Credo che un limite della ricerca sia che, avendo un fine puramente scientifico, trascuri il lato emozionale che una foto trasmette, penso per esempio alla suggestione delle texture delle micro alghe o al semplice movimento delle labbra della cozza. Ci affascina l’idea di unire alla ricerca scientifica immagini che suscitino emozioni

Pronti a salpare? Per quanto tempo sarete in viaggio? 

«Speriamo a fine aprile di salpare! Stiamo prendendo la patente nautica per essere più liberi di muoverci e aspettiamo alcuni finanziamenti. L’idea è di darci un anno per girare l’Italia, poi si vedrà quanto ci fermeremo in ogni luogo, ma soprattutto cosa il mare ci permetterà di fare. Mare e vento sono i veri comandanti!»

Grazie Marta e Tommaso per aver condiviso il vostro sogno!
Credo che sia un progetto ambizioso e coraggioso,
e di cui abbiamo bisogno.
Il mondo sott’acqua è silenzioso,
ha bisogno di essere ascoltato,
e noi dobbiamo imparare a ascoltarlo.

Buon vento!

Per chi è interessato, Marta e Tommaso stanno facendo una raccolta fondi per portare avanti il progetto.

Valeria Molinari

© Credit immagini: Courtesy Choose Salt Water

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