Nati per Leggere

Lascia un libro in mano a un bambino o a una bambina e lo considererà come un giocattolo: forse sfoglierà qualche pagina, poi ne addenterà la copertina e lo lascerà andare, passando al prossimo intrattenimento. Ma prova a sederti sul divano con lui o con lei, fianco a fianco, e a leggere la storia che il libro nasconde: creerai una magia.

I primi anni di vita sono fondamentali per lo sviluppo intellettivo, emotivo, linguistico e razionale dei bambini e la lettura è uno strumento potentissimo per aiutare loro in questo cammino. Lo sanno molto bene i volontari di Nati per Leggere, un programma di promozione della lettura condivisa in famiglia in età prescolare (0-6 anni) presente su tutto il territorio nazionale con circa 800 progetti locali. L’iniziativa, nata grazie alla collaborazione tra l’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino, mira prevalentemente a sensibilizzare i genitori riguardo l’importanza della lettura condivisa anche attraverso l’organizzazione di occasioni di incontro per grandi e piccoli nelle biblioteche e nei parchi. I volontari e le volontarie di Nati per Leggere si inventano sempre modi nuovi per avvicinarsi ai piccoli lettori e lettrici e alle loro famiglie, anche in questo momento in cui organizzare eventi è sempre più difficile. Ho ascoltato la testimonianza di Sara, Donatella e Stefania, volontarie del Varesotto.

Sara, volontaria ma anche mamma, mi racconta come per lei il tempo che dedica alla lettura, in famiglia come durante le attività con Nati per Leggere, sia innanzitutto tempo condiviso e donato, nel quale si costruisce o si consolida una relazione tramite lo strumento del libro. «Nella mia esperienza ho capito quanto sia essenziale lavorare in stretta collaborazione con le amministrazioni comunali e i sistemi bibliotecari in modo da permettere ai piccoli lettori e lettrici di sentirsi un po’ a casa tra gli scaffali delle biblioteche e creare un ambiente accogliente per poter lasciarli coltivare la loro passione in questi luoghi».

Donatella è ostetrica e porta Nati per Leggere al consultorio comunale e al centro vaccinale: «L’avvicinamento alla lettura è essenziale anche sotto l’anno di vita. L’uso della voce, il racconto e la lettura sono strumenti potenti per relazionarsi con il proprio bambino o bambina e per aiutarne lo sviluppo cognitivo, anche in gravidanza. Lavorando nel centro vaccinale ho la possibilità di raggiungere e sensibilizzare anche tante famiglie che normalmente non frequentano la biblioteca. La lettura è contatto e relazione: è importante svilupparla soprattutto con i più piccoli».

«I bambini fin da piccoli hanno un forte interesse per i suoni e le parole. Vivere con loro l’esperienza della lettura e proporre libri di qualità è un modo unico di stare loro a fianco e vederli crescere». Stefania è un’educatrice di asilo nido e ha scelto di aderire al programma per poter raggiungere anche le famiglie e sensibilizzarle al valore dell’apprendere attraverso la lettura. Un programma, quindi, che attraverso la lettura condivisa e il tempo donato promuove la relazione tra i più piccoli e le loro figure di riferimento, oltre a favorire il loro benessere e un corretto sviluppo. Oggi, Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, auguriamo a tutti i bambini e le bambine di vivere questa esperienza.

Silvia D’Ambrosio

© Credit immagini; link

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