Screenshot 2018-12-02 at 15.41.14.png3 Dicembre. Non sono i ventidue giorni a Natale, né i cinque al ponte dell’Immacolata (quattro, per i Milanesi che festeggiano Sant’Ambroeus allestendo l’albero e inaugurando la season a Courma) che rendono questo giorno speciale. Oggi è la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, come fu stabilito da una risoluzione dell’ONU nel 1992.

Ai lettori del Polo Positivo tornerà forse in mente la storia di Silvia Distefano, genovese che non si è lasciata abbattere una volta finita in carrozzina e adesso è campionessa di sci; qualcuno ripenserà a L’arte nel cuore, prima scuola di formazione artistica aperta anche a normodotati e diversamente abili; o ancora, al Baskin, che trasforma il basket in uno sport alla portata di tutti.

Tante sono le storie e realtà che parlano di disabilità e che varrebbe la pena raccontare. Ancora meglio, poi, se sono loro a raccontarsi: Si può fare: perché no? ne è un esempio. Un progetto nato cinque anni fa da Niki Leonetti, ventiseienne veronese con disabilità dalla nascita e affetto da paresi a livello sinistro, più lieve a destra, con disabilità motoria. Screenshot 2018-12-02 at 15.41.21.png«Ho creato il progetto per portare a giovani, famiglie e adulti la mia testimonianza: raccontare le esperienze di accoglienza e inclusione vissute in famiglia e grazie agli amici» racconta Niki, «Nonostante i miei handicap sono stato molto fortunato: le persone intorno a me hanno saputo vedermi come una persona a tutto tondo, capace di stringere rapporti, amare, essere amata».

 

L’iniziativa promuove l’inclusione sociale di chi convive con la disabilità, partendo dal superamento dei pregiudizi che impediscono di vedere in essa una risorsa. Infatti, «le prime barriere da abbattere sono quelle mentali, ma l’amicizia, l’amore e la voglia di vivere sono in grado di superarle». Attraverso gli incontri con le Screenshot 2018-12-02 at 15.40.59.pngscuole, nei Comuni e nelle associazioni, l’obiettivo è quello di «parlare di disabilità senza pietismo o commiserazione, ma con il sorriso» continua Niki «la mia storia non vuole solo essere uno strumento per accogliere la disabilità, ma anche per portare un messaggio di bellezza e positività».

Oggi il progetto conta centinaia di incontri in tutto il Nord Italia insieme all’organizzazione e partecipazione a diversi eventi, come il Treno della Memoria. In bocca al lupo e avanti tutta!

Carolina S.

© Credit immagini: link + link + link

 

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