Alla scoperta della cooperativa Giotto: lavoro e integrazione sociale

«Il lavoro nobilita l’uomo»: da piccoli ci sarà capitato di sentire quest’espressione da qualche parente.
Poi, crescendo, alle superiori si studia la Costituzione italiana e già dal primo articolo si percepisce la centralità dell’esperienza lavorativa all’interno della nostra società: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro». Proseguendo, all’articolo 4 la Repubblica riconosce il lavoro come un diritto universale e si impegna a garantire «le condizioni che rendano effettivo questo diritto». Nel nostro Paese l’inserimento lavorativo di persone più fragili è possibile anche grazie a molte organizzazioni del terzo settore come la Cooperativa Giotto.

La cooperativa è nata nel 1986 a Padova con l’obiettivo di promuovere l’ambiente, negli anni si è evoluta, allargando i propri obiettivi e campi di intervento. Oggi, la cooperativa Giotto punta a creare opportunità di lavoro economicamente sostenibili e apprezzate per la loro qualità, coinvolgendo il maggior numero di persone possibili. L’obiettivo è valorizzare le caratteristiche di ogni persona, così da permettere a ognuno di esprimere le proprie potenzialità svolgendo la mansione che preferisce, per ri-scoprire e consolidare la propria dignità. 

Le persone con cui si relaziona la Cooperativa Giotto sono i detenuti del carcere di Padova, ma anche persone con disabilità. Infatti, tra le 470 persone coinvolte e impiegate in una realtà lavorativa fino a dicembre 2020, 78 sono detenuti e 52 persone con disabilità. L’integrazione tra mondo del carcere e disabilità aiuta a sviluppare, nel confronto tra esperienze, un atteggiamento più positivo verso il lavoro e la vita in generale. 

Tra i numerosi progetti lavorativi attivati dalla cooperativa ve ne sono tre di particolare rilevanza. Il primo è relativo alla gestione del verde, i soggetti coinvolti si occupano della realizzazione e manutenzione delle aree promuovendone un’attenta cura. Il secondo è un contact center, in collaborazione con diverse società, che ha ottenuto ottime valutazioni da parte degli utenti. Il terzo è relativo alla gestione dei rifiuti, il personale coinvolto si occupa della raccolta e del trasporto dei rifiuti urbani e industriali, anche in modalità porta a porta oppure di spazzamenti manuali e meccanizzati. Creare questo genere di opportunità lavorative è particolarmente importante per i detenuti: una volta rilasciati, grazie all’esperienza e le competenze acquisite nelle realtà in cui sono stati inseriti, hanno maggiori possibilità di essere reinseriti nella società.

Per saperne di più, visita il sito della Cooperativa o guarda questo breve video, che permette di comprendere appieno lo spirito di questa realtà.

Andrea Antoniazzi

© Credit immagini: link

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