Educare si può con Operazione Mato Grosso

Intervistiamo Erika, venticinque anni, studentessa fuorisede di pedagogia all’università di Padova e tanta dedizione a lOMG – Operazione Mato Grosso –  a cui non ha mai detto no anche spostandosi di città in città.

Cos’è Operazione Mato Grosso Erika?

«OMG è un movimento nazionale rivolto in particolare a noi giovani tra i sedici e i venticinque anni, ma non solo. È nato grazie all’opera di alcuni Padri attorno agli Anni Sessanta. Primo tra tutti Padre Pedro Malesi che raccontando delle difficoltà avute in Mato Grosso, regione del Brasile in cui era in missione, avverte il bisogno di intervenire su quelle realtà. Il nome del movimento arriva proprio da qui.
A chi sceglie di fare parte di OMG, viene proposto di
lavorare gratuitamente qui in Italia, finanziando così le missioni in Perù, Equador, Brasile e Bolivia che si propongono di aiutare chi ha più bisogno. 
Non ci sono vincoli, né ideologici, né religiosi, né di tempo: vuoi e puoi fare parte di questo progetto oggi, allora sei dei nostri, poi è un attimo restare perché quello che si vive in OMG è unico».

Cosa si fa in Operazione Mato Grosso

«In OMG si lavora gratuitamente e con fatica per finanziare le missioni e in cambio viviamo un cammino di crescita importante.
Nel concreto? Qui
in Italia facciamo traslochi, imbianchiamo, recuperiamo il ferro, lavoriamo la terra, organizziamo campi per esterni che vogliono provare l’esperienza. Si fanno lavori che ad oggi si sono anche dimenticati e tutto il ricavato lo inviamo in missione. Sì, tutto, perché quello che spendiamo per fare un buon lavoro è pagato da noi giovani con ‘un’autotassa’.
In missione cosa si fa? In missione si vive lì, è una sfida».

Qual è il ruolo educativo di Operazione Mato Grosso?

«OMG ci permette di vivere un cammino di crescita significativo, un percorso educativo che ci fa riflettere su noi stessi, su una dimensione di gruppo, su come vogliamo abitare il nostro posto nel mondo. In OMG impari l’importanza della fatica, del fare concreto, del donare tempo, della sensibilità al prossimo: tutte cose che sui banchi di scuola vengono solo raccontante e mai o raramente, purtroppo, vissute.
Qui in OMG ognuno ha il proprio posto, ci viene data
tanta libertà di crescita senza sentirci mai soli. C’è sempre qualcuno accanto a te in un senso di comunità.  

Una cosa bella che faccio da un po’ di tempo è fermarmi la sera e ripensare a quello che ho vissuto durante la giornata e sentirmi viva per la mia quotidianità piena, forse prima di iniziare questo cammino non mi sarei mai soffermata sulle piccole cose.»

Tre parole per incuriosire i lettori a conoscere di più Operazione Mato Grosso: 

«Fatica, relazione, crescita.»

Ada Saulle

© Credit immagini: Courtesy of Erika Innominato

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