Rewriting Extinction: scrivere storie per salvare il mondo

300 autori. 12 mesi. 1 causa. In questi tre numeri è possibile riassumere lo scopo di Rewriting Extinction, un progetto, nato il 15 giugno 2021 con l’obiettivo di raccogliere consapevolezza e fondi per finanziare sette progetti che vogliono contrastare sia la crisi climatica sia quella della biodiversità

E il mezzo attraverso cui hanno scelto di portare avanti questa missione è straordinariamente fresco, diretto e allo stesso tempo universale. Si tratta di storie, scritte per la maggior parte sotto forma di fumetto e pubblicate su un libro, in uscita a fine ottobre, o sulla loro pagina Instagram, dove compare scritto il riassunto perfetto di questa campagna: Making stories to save the World

Oltre agli artisti che hanno partecipato alla realizzazione di queste opere, i quali vanno dai più emergenti fino a mostri sacri come Alan Moore, ad aver aderito al progetto vi sono anche esperti, con lo scopo di fornire dati oggettivi su cui basare la campagna, e celebrità in grado di mettere a disposizione la propria visibilità per diffondere il messaggio.
Tra queste troviamo musicisti come Peter Gabriel, registi premi Oscar come Taika Waititi e attrici e influencer tra le più famose al mondo come Cara Delevingne.
E proprio a quest’ultima è spettato l’onere di scrivere la prima delle storie pubblicate. Una striscia tenera, delicata, che racconta di una melodia capace di connettere le persone in ogni angolo del pianeta.

Nel corso dei mesi altri si sono aggiunti alla causa. L’ultimo della lista è stato il comico britannico Ricky Gervais, il quale, lo scorso 15 settembre, ha pubblicato una vignetta in difesa dei tori uccisi nelle corride, accompagnandola con una didascalia irriverente e schietta, come del resto ci si aspetterebbe da lui. 

Oggi la campagna prosegue, alcune delle raccolte fondi aperte sono state portate a termine, altre necessitano ancora di lavoro e impegno, ma la cosa che più colpisce di questo progetto è la schiettezza con cui è portato avanti: «non possiamo salvare il mondo in 12 mesi, e la battaglia durerà ancora a lungo dopo che avremo finito il nostro lavoro» – scrivono sul proprio sito – «ma possiamo risolvere questi specifici problemi – e risolverli per sempre». 
E forse il modo per riuscirci è proprio quello suggerito da Cara, renderci conto che facciamo tutti parte di una melodia e soltanto noi possiamo scegliere come farla suonare

Ricordando sempre le parole del poeta Savogin, «perché prendersi sul serio, è l’unica arma di chi non sa costruir talenti da doti».

Francesco Castiglioni

© Credit immagini: link + link + link

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