Andrea Ravo Mattoni e le sue opere d’arte per tutti

Andrea Ravo Mattoni non si definisce uno street artist sebbene sia evidente che le sue opere parlino primariamente a un pubblico che passeggia per le strade delle città. Distinguendosi tra gli artisti della scena contemporanea e, in particolare, tra quelli che prediligono l’uso delle bombolette spray al posto dei pennelli, Ravo ha abbracciato un progetto decisamente unico, portato avanti con estrema costanza e fedeltà agli intenti iniziali e senza abbandonare quella cifra stilistica che lo rende chiaramente riconoscibile.

Ma cosa fa concretamente Ravo? In poche parole: porta le opere d’arte antica fuori dai musei, letteralmente. L’urban artist riproduce su muro i quadri dell’arte classica, dal Rinascimento fino al Romanticismo, utilizzando solamente le bombolette e riuscendo a ricreare tutti i dettagli delle opere originali. Così, opere estremamente famose ci appaiono all’improvviso davanti agli occhi, ingigantite, svoltando l’angolo della strada, come nel caso del Fanciullo con canestra di frutta di Caravaggio ad Angera (VA) o del Il bacio di Hayez a Comabbio (VA). 

Tra Varese e il Varesotto sono numerosissime le opere di questo artista, originario proprio di queste zone, ma Ravo ha da tempo varcato i confini italiani, realizzando i suoi murales anche in diverse città d’Europa con una grande attenzione al legame tra le opere rappresentate e il territorio che le ospita. 

Una delle ultime opere realizzate per la città di Varese si trova all’ingresso dell’Ospedale di Varese; per questo spazio, tristemente al centro dell’attenzione da oltre un anno, Ravo ha scelto un quadro di Georges de La Tour che ha come soggetto San Sebastiano curato da Irene. È evidente l’attenzione dell’artista nello scegliere il soggetto più adatto a lanciare un messaggio a chi, per caso o per iniziativa, si troverà davanti alla sua gigantesca opera. Ravo decide di raccontare la cura e sceglie come foglio bianco l’enorme muro di un ospedale, luogo di cura per antonomasia.
Con la sua opera Ravo cerca, in qualche modo, di sanare una ferita profonda dando vita a un’opera realmente pubblica, che, in questo momento più che mai, parla di tutti e a tutti.

Barbara Talarico

© Credit immagini: Courtesy Barbara Talarico + link + link + link

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