Oltretutto 97: attraverso lo sport si può esprimere se stessi

Sara è una ragazza di ventitré anni e da qualche anno è volontaria nell’Associazione Sportiva Dilettantistica Oltretutto 97. In questi anni, tra una lezione e l’altra in Università, mi ha raccontato come lo sport sia uno strumento fondamentale per l’inclusione di persone con disabilità fisiche e intellettive all’interno della nostra società. 

Sara, parlaci di Oltretutto 97.

«Oltretutto 97 è un’Associazione Sportiva Dilettantistica nata nel 1997, a Lecco, da un gruppo di genitori, con l’obiettivo di dare l’opportunità di fare sport ai figli con disabilità fisiche, intellettive e relazionali. Oggi conta circa un centinaio di atleti e duecento soci tra familiari, tecnici, assistenti e volontari. Attualmente propone come sport atletica, nuoto, karate, calcio, bocce e sci. Partecipa a diverse competizioni locali e nazionali del circuito Fisdir (Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali) e Special Olympics. Quest’ultima è un movimento nato negli Stati Uniti nel 1968, fondato da Eunice Kennedy Shriver (sorella del Presidente Kennedy) con lo scopo di organizzare eventi sportivi per atleti con disabilità intellettive e per ogni livello di abilità».

Perché hai scelto di fare volontariato in questo campo? Hai incontrato delle difficoltà a livello personale?

«La scelta è dettata da motivi personali: mio fratello con sindrome di down è un atleta di Oltretutto 97. La maggior parte dei volontari dell’Associazione sono genitori, ma secondo me molti più fratelli e sorelle dovrebbero prendere parte a queste iniziative. Innanzitutto, perché è un’esperienza arricchente e stimolante per sé stessi e poi perché alla fine siamo noi che staremo più tempo con loro e ce ne prenderemo cura: è giusto iniziare ad impegnarsi già adesso. Sarebbe poi bello se ci fossero volontari, in particolare giovani (coetanei e amici), che non hanno per forza legami parentali con gli atleti. Ammetto che non è semplice entrare in relazione con gli atleti e le loro dinamiche. La vera difficoltà, però, è non fermare il nostro lavoro alla singola esperienza sportiva: vorrei davvero fosse uno strumento di supporto per queste persone e soprattutto cambiare la mentalità comune. L’obiettivo di queste Associazioni è normalizzare il fatto che anche persone disabili facciano sport e gare, affinché non si creino disuguaglianze nelle opportunità, ma inclusione».  

Che cosa ti lascia questa esperienza di volontariato e che cosa auspichi per il futuro?

«Il rapporto umano che si crea fra volontario e atleta, soprattutto l’entusiasmo e la passione che mi trasmettono quotidianamente i ragazzi durante gli allenamenti e le competizioni. A questo, oggi si aggiunge il desiderio di cambiare la visione comune nei confronti della disabilità affinché si possa delineare una vera inclusione nella società per queste persone. Mi auguro che Oltretutto 97 possa accogliere un numero sempre più alto di atleti e ampliare i servizi da offrire, ad esempio introducendo nuovi sport. Per quanto riguarda Special Olympics, mi piacerebbe che fosse conosciuta da molte più persone, che se ne parlasse di più, affinché lo sport possa diventare una realtà quotidiana accessibile a tutti».

Lucia Brigiati

© Credit immagini: Courtesy Sara Brivio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.