MediCima: un gesto di solidarietà

Al termine del periodo di quarantena dovuto all’emergenza sanitaria, in Valle D’Aosta, le Guide alpine dell’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna hanno messo volontariamente la loro professionalità a disposizione del personale sanitario che negli scorsi mesi ha combattuto, in prima linea, il virus COVID-19. 

L’iniziativa, nota come MediCima, si pone come obiettivo principale la riscoperta dei territori della Regione attraverso un’esperienza diretta, dall’escursione, all’uscita con gli sci, all’arrampicata, con l’accompagnamento di una Guida alpina. Il progetto è rivolto a medici, infermieri, paramedici e a tutti coloro che nell’ambito della sanità valdostana hanno contribuito, mettendo a repentaglio la propria salute, a salvare delle vite.foto 1 (1)Il coordinamento delle attività di MediCima è svolto per l’U.V.G.A.M. dalle Guide alpine Elis Martis e Gabriele Ghisafi, ideatori dell’iniziativa, e per l’AUSL regionale dal dottor Guido Giardini.

La solidarietà delle Guide alpine, «patrimonio tradizionale delle genti di montagna», verso la Sanità pubblica della Valle si era già dimostrata con iniziative di raccolta fondi delle Società Guide di Courmayeur, del Cervino e di Champoluc-Ayas per l’acquisto di materiale sanitario per il reparto di Medicina di urgenza.

Attraverso questo progetto le Guide alpine dell’U.V.G.A.M. desiderano ringraziare il personale medico e paramedico organizzando attività gratuite con lo scopo inoltre di mettere in pratica le regole di sicurezza dettate dal Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italianefoto 3 (3)

Sono già numerose le Guide che hanno messo a disposizione del progetto il proprio tempo, le proprie competenze e professionalità. Queste accompagneranno il personale sanitario dell’AUSL suddiviso in piccoli gruppi su itinerari compatibili con le esigenze del distanziamento fisico e di tutte le norme di sicurezza.

Nonostante il ritardo con cui le Guide hanno ripreso le proprie attività, hanno dimostrato la loro solidarietà attraverso un progetto che non solo apre le porte al turismo sul territorio valdostano, ma che permette anche, a chi non li conosceva affatto, di avvicinarsi alla montagna e allo sport in quota.

Adele De Pasquale

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