Breve guida alla spesa alternativa (ed etica)

Domenica sera, una storia comune: il frigorifero di casa è vuoto. Urge quindi recarsi al supermercato più vicino e fare i rifornimenti per la settimana. Il nostro modo di fare la spesa, soprattutto per quanto riguarda lavoratori, studenti o famiglie, è legato alla logica della grande distribuzione, che è in grado di offrirci tutto quello di cui abbiamo bisogno, in un unico posto. Ma esistono delle alternative?

In Italia, oltre il 70% dei consumatori sceglie di acquistare attraverso i canali della Grande Distribuzione Organizzata (GDO); può trattarsi di un’unica direzione centrale che gestisce una serie di grossi punti vendita al dettaglio (come avviene per Esselunga, Pam Panorama) oppure essere il risultato di accordi di associazione di più partecipanti, come cooperative e consorzi (es. Coop, Conad e Crai). 

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All’interno di questo contesto, si affacciano modelli alternativi di vendita e distribuzione, che mirano innanzitutto all’equa remunerazione del produttore, nel rispetto dell’ambiente e del lavoro. 

Tra questi c’è OLTREfood Coop, che è approdato a Parma l’anno scorso e si basa su un modello di supermercato partecipativo ispirato alle esperienze di Park Slope degli Anni Settanta negli Stati Uniti, in cui i consumatori sono anche soci e prestano servizio tre ore al mese nell’emporio. Un’iniziativa analoga è quella di Camilla, a Bologna, che sugli scaffali vende soltanto prodotti biologici scelti e di stagione.

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A Varese funziona con successo già da una decina d’anni la cooperativa Aequos, il cui obiettivo è quello di facilitare l’acquisto collettivo di prodotti biologici. Ogni settimana vengono effettuati degli ordini da parte dei GAS (Gruppi d’acquisto solidale), che vengono smistati e consegnati direttamente ai consumatori.

A Torino c’è Tastè, che vende prodotti alimentari attraverso una piattaforma online, mettendo in vetrina non soltanto i prodotti, ma anche i produttori, ponendo l’accento sull’origine e la qualità dell’offerta.

Siamo di fronte a realtà che difficilmente potranno competere con i supermercati tradizionali, ma che hanno l’importante missione di rendere possibili e diffondere scelte di consumo critico e etico.

Elena Galleani d’Agliano

© Credit immagini: link + link + link

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