NewGen e We’re Back, il rientro dei cervelli riparte da Genova

La quinta città per numero di abitanti italiani? Si resta forse un po’ spiazzati, ma all’interno dell’UE è Londra, con 250mila residenti italiani, mentre varcando i confini europei si approda a Buenos Aires che conta 290mila expats.

In effetti, ognuno di noi ha amici e conoscenti all’estero, forse il lettore stesso sta vivendo fuori Italia per studio o lavoro: esperienze arricchenti che rischiano però di creare un vuoto nella collettività se chi parte non torna a casa per reinvestire quanto appreso. Un’occasione persa, ma anche un costo: si stima una somma teorica di circa dodici miliardi per i costi di istruzione dei nostri connazionali che oggi lavorano all’estero.

Contro la ‘fuga dei cervelli’ interviene il ddl Crescita: benefici fiscali con aliquote fino al 10% per ricercatori, persone di ‘elevata qualificazione o specializzazione’ o con ‘ruoli direttivi’ che decidano di rimpatriare per almeno due anni. E non solo, anche i giovani si danno da fare per riportare le persone ‘a casa’.

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Per esempio, un gruppo di ragazzi genovesi che lavorano e studiano tra Parigi, Londra e la Svizzera ha creato NewGen, associazione con l’obiettivo di sponsorizzare progetti di crescita e sviluppo per Genova e spingere a un ‘rientro dei cervelli’.

«Siamo sparsi in giro per l’Europa ma il pensiero torna sempre a casa: crediamo che Genova abbia un enorme potenziale inespresso e perciò abbiamo deciso di darci da fare per creare nuove opportunità di sviluppo e crescita, per la città e i suoi giovani – ci racconta Giovanni Benassi, uno dei soci fondatori – Il nostro primo progetto è stato una collaborazione con il Comune e il sindaco Bucci: abbiamo contribuito alla costruzione di un pitch per promuovere gli investimenti a Genova, un lavoro che è stato anche presentato al MIPIM di Cannes». 

E poi? «Genova è parte di un contesto più ampio: la ‘fuga dei cervelli’ riguarda in modo particolare la nostra città, che vede tanti giovani trasferirsi anche semplicemente in altre città italiane, come Milano, ma è vissuta anche nel resto del Paese. Noi siamo i primi a beneficiare di queste esperienze che stiamo vivendo fuori casa, ma vorremmo riportare l’attenzione di tutti su quanto l’andare fuori diventi vero valore aggiunto solo una volta reinvestito a casa propria, dove si possono creare nuove opportunità per tutti e moltiplicare questa ricchezza. Così, con il patrocinio del Comune e della Regione e grazie ai finanziamenti di Banca Passadore stiamo organizzando We’re Back, un evento che si terrà l’8 giugno a Palazzo Ducale, dove ospiti di spicco provenienti da diversi settori, come Federico Grom e Carlo Cottarelli, incontreranno e parleranno ai giovani delle opportunità di crescita del Paese, evidenziando le best practices da importare in Italia».

Dunque cibo, economia ma anche musica, ricerca e cultura, tante le tematiche affrontate dagli speaker «per raccontare le storie di successo di chi è andato via e poi è rientrato, ma anche di chi ha creato valore senza partire, restando a casa».

L’iscrizione è gratuita previa registrazione all’apposito link. Grazie ragazzi: ci ricordate che alla fine anche i cervelli ‘a volte ritornano’!

Carolina S.

© Credit immagini: link

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