8 marzo: a che punto siamo con la (dis)parità dei sessi?

Che umiliazione per una donna in politica nel XXI secolo che circoli un video mentre balla in modo sfrenato! Pose provocanti, capelli sciolti e scombinati, abiti sportivi e sguardo allusivo in camera non si addicono certo a una donna seria. A maggior ragione se questo avviene poche ore prime di giurare al Congresso e se si tratta della più giovane donna mai eletta al Congresso americano!

Altrettanto deludente il fatto che questo tentativo di screditarla porti a un’inaspettata popolarità della congresswoman stessa: un giudizio basato sull’apparenza, che non entra nel merito delle sue idee.

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E se fosse stato un uomo? Sarebbe stato un elemento altrettanto discriminante?

Il caso è quello di Alexandra Ocasio-Cortez: in occasione del suo giuramento al Congresso è stata attaccata sul web da alcuni sostenitori del partito Repubblicano. L’hanno criticata per l’estratto di un video in cui balla sui tetti della Boston University durante i suoi anni da matricola: troppa energia per gli anziani conservatori! Tuttavia, proprio la sua vitalità è risultata contagiosa, tanto che il video è divenuto virale.

Non solo, Alexandra ha risposto con un videosu Twitter: puntando alla telecamera e accennando una piroetta prima di entrare nella porta del suo nuovo ufficio, dice «What is it good for? Absolutely nothing». A corredare il video la frase: «I hear the GOP (Grand Old Party, nome ufficiale del Partito Repubblicano, ndr.) thinks women dancing are scandalous. Wait till they find out Congresswomen dance too!».

Negli ultimi tempi però qualcosa sta cambiando. In Arabia Saudita le donne per la prima volta sono entrate in uno stadio per assistere alle partite di calcio maschili. Freeda Media è il secondo editore femminile in classifica dopo Vogue America ed è diventato un punto di riferimento perché «non dice alle donne come devono essere, come devono vestirsi, come devono comportarsi, ma le aiuta a tirare fuori il meglio di sé». In Etiopia, la seconda nazione più popolosa dell’Africa, il Consiglio dei Ministri è composto per metà da donne.

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Questi sono solo alcuni esempi di come l’emancipazione femminile stia avanzando; ma forse la vera conquista per una donna nel 2019 sarebbe quella di potersi esprimere, comportare e vestire liberamente senza che questo crei scalpore, slegando qualsiasi giudizio dal genere, per essere valutati in base ai propri meriti e non perché si è maschi o femmine.

Del resto, come dice Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Dior, in un’intervista su LiberiTutti: «Basta parlare di quote rosa, passiamo all’azione, così magari nessuno si stupirà di una donna a capo di Dior, e mi vedrà solo come un essere umano».

Che si celebri la normalità di essere donna e di essere umano l’8 marzo, come tutti i giorni dell’anno!

Laura C.

© Credit immagini: link + link + link

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