Il Bibliomotocarro: la biblioteca ambulante che porta i libri nei luoghi più sperduti della Basilicata

1.jpg«Il primo libro che lessi, Fontamara di Silone, lo presi da un bibliobus negli anni Sessanta, quando il Provveditorato agli Studi decise di combattere l’analfabetismo diffuso della Basilicata portando i libri nelle piazze. Questa immagine me la sono portata nel cuore fino poi ad attualizzarla io stesso.» A farmi questo racconto è Antonio La Cava, maestro di scuola primaria in pensione dal 2008, il quale, insegnando a scuola, si accorse dell’affievolimento del rapporto tra il mondo del libro e quello della fanciullezza per l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione di massa.

In risposta a questo problema, nel 1999 il maestro crea il Bibliomotocarro e mi racconta che «la soluzione che trovai è stata quella di ‘mettere le ruote ai libri’ e precisamente tre ruote, le ruote del mezzo più umile, più semplice, più povero e più lento che ci sia: il motocarro. Lo stesso mezzo che dalle nostre parti porta la frutta e la verdura nei viottoli del paese, deve portare sulle nostre tavole tutti i giorni anche i libri.»

Il progetto del Bibliomotocarro si chiama Fino ai margini, oltre il confine, perché coinvolge i bambini di paesi al di sotto dei mille abitanti, dove non ci sono librerie e molto spesso nemmeno biblioteche. Le attività che compongono il progetto sono varie, infatti «alla iniziale attività di I libri hanno messo le ruote, che è l’attività di biblioteca che c’è ancora adesso, si sono aggiunti i Libri bianchi, ovvero un laboratorio itinerante di scrittura. Sono libri dalle pagine bianche, su cui i bambini scrivono racconti che poi vengono continuati dai bambini dei paesi successivi2.jpg

Ma non è tutto: se invece di aprire le finestre del Bibliomotocarro dove ci sono gli scaffali pieni di libri, si apre il portellone, si trova un cinema. «È un cinema itinerante speciale perché i cortometraggi di animazione li realizzano i bambini partendo dai testi letterari, infatti il nome di questo laboratorio è Dalla pagina al mondo.»

Il Bibliomotocarro oramai è un modello pedagogico e vengono proposti alle scuole progetti che hanno una metodologia particolare, basata sul protagonismo dei più piccoli. «Per esempio, noi non abbiamo un registro
dei prestiti perchè facciamo una semina di fiducia nei confronti dei fanciulli e questo porta a un rapporto di responsabilità, affermando in loro un’idea di biblioteca come di bene comune

Il maestro, oltretutto, ha pensato anche agli anziani, infatti: «Ho una sezione di libri di scuola elementare che regalo ai vecchietti che non hanno completato il ciclo di scuola primaria o addirittura non l’hanno mai iniziato perché costretti a lavorare.»

3.jpgConclude raccontandomi la sua più grande soddisfazione. «Per me, che per 42 anni ho fatto il maestro, è come se continuassi a farlo per strada da un paese all’altro svolgendo un’azione di avvicinamento delle comunità. C’è una poesia di Scotellaro dal titolo Lucania e negli ultimi due versi dice ‘e là, nell’ombra delle nubi sperduto, giace in frantumi un paesetto lucano’. Ecco, il Biblomotocarro si occupa di ricucire questi frammenti portando una parola di speranza, perché in fondo cos’è una biblioteca se non una speranza per il futuro?».

Aloisia M.

© Credit image: link

Un pensiero su “Il Bibliomotocarro: la biblioteca ambulante che porta i libri nei luoghi più sperduti della Basilicata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.