Tra volontariato e fotografia: una storia sul Nepal

Chiara Ferretti, laureanda alla facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’Università di Genova, da qualche anno persegue la passione per la fotografia e per i viaggi. È tornata da un’esperienza di volontariato in Nepal, ancora una volta accompagnata dalla sua Canon.
L’abbiamo incontrata mentre sta organizzando una mostra delle sue foto alla Torre Gropallo (Passeggiata Anita Garibaldi, 16167 Genova).

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Marta Colangelo: Com’è nata l’idea di combinare la tua passione per la fotografia e l’attività di volontariato?

Chiara Ferretti: «Ho sempre avuto due grandi punti fissi, la passione per la fotografia e viaggiare per immergermi in popoli e culture diverse dalla mia. Sono convinta che le attività di volontariato ti avvicinino in modo più veloce e profondo alle persone. Cercando su internet mi sono imbattuta in questa associazione nepalese Volunteer Iniziative Nepal (VIN) che seguiva un progetto di foto-giornalismo. Ho pensato fosse un’occasione perfetta.»

MC: In cosa consisteva il tuo progetto fotografico?

CF: «Ho collaborato con un magazine, della città di Kathmandu, che mi dava degli obiettivi fotografici settimanali, per poi pubblicare le mie foto negli articoli. Le mie energie erano concentrate nel vedere, ascoltare e assorbire il più possibile le usanze di un mondo così diverso. Poi ho iniziato a catturare momenti di vita quotidiana, usanze religiose e festività. Il ‘Tihar’, per esempio, è una festività tipica nepalese, che ho seguito molto da vicino. Per cinque giorni le case e le strade si sono riempite di luci e colori per ricordare il rispetto verso persone, animali e verso il proprio dio. Il culto della preghiera è in ogni angolo della città.»

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MC: Raccontaci dei momenti che ti sei portata in Italia e che meritano di essere condivisi.

CF: «Uno dei primi concetti che ho imparato è il ‘nepali time’. Pur essendo una città estremamente caotica, Kathmandu, trasmette una tranquillità rara da vivere.  Nei negozi spesso è facile trovare il cartello No stress, be relaxed. Un pomeriggio mentre tornavo da casa, scattai una foto ad un signore con una bicicletta e un carico di scatoloni su di essa. Il giorno dopo mi fermò per chiedermi di vedere la foto e quello che mi disse dopo davvero mi colpì: «Ho provato a fermarti ieri, ma voi occidentali andate troppo di corsa». Vivendo con la mia famiglia nepalese ho anche imparato che nonostante regni la povertà, la generosità e il dedicare del tempo alle persone è normalità

MC: Hai intenzione di realizzare una mostra fotografica e dedicarla a questa tua esperienza?

CF: «In molti si sono incuriositi e hanno seguito i post che scrivevo come di diario di viaggio. Vorrei organizzare un’occasione per dire grazie. Il tema che vorrei sviluppare è quanto il colore influisce sulla comunicazione. Verranno esposte copie a colori e in bianco e nero della stessa fotografia. Voglio capire le emozioni che susciteranno. Positive o negative che siano.»

Marta C.

© Credit immagini: courtesy di Chiara Ferretti

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