Giornate scandite dalla routine quotidiana, le novità sono rappresentate dal post interessante o dal meme che strappa qualcosa più di un sorriso. Se fosse possibile si andrebbe ‘avanti veloce’ direttamente ‘all’evento’ della settimana prossima. Gli appuntamenti sono incasellati ed evidenziati dal calendario.

Screen Shot 2018-04-15 at 20.44.04.pngNicolò Carnesi denuncia ironicamente questo approccio contestando ciò che ne deriva sotto due punti di vista: la percezione del tempo rispetto agli eventi esterni e la sfera personale. In ogni caso, i capelli diventano bianchi, intanto i cervelli perdono i voli. Inoltre, ci sono i significati nascosti…così bene che non li vedo più.

Porsi obiettivi e perseguirli si fa più difficile. Come quando il navigatore impazzisce nel momento più importante e… ricalcola il percorso.

Allora, così come lungo la strada, quando la ‘percezione’ sostituisce la ‘realtà’ (modi di dire, modi di fare, modi di dire di dire un bel niente), pare opportuno fermarsi. In macchina, si scende e ci si guarda intorno (i cartelli!), si riscoprono vecchie cartine nascoste nel cruscotto o il piacere dell’aiuto inaspettato del passeggero semi addormentato o del passante. Opportunità.

Lo stesso vale per Carnesi. Ha voglia di dire cose che non si usano più e si ricorda che il giudizio può avere anche un sapore diverso. Rivaluta il confronto e lo scontro (e odiamoci un po’ anche per finta che questo buonismo ha un po’ rotto le palle). Riscopre il senso dei rapporti imprescindibili (ricalco il tuo viso su un foglio) e prova a trovare soluzioni ai deliri quotidiani (tra cui, senza pretesa di completezza, donne spiaggiate nei locali […], bancarelle elettorali e solitudini corali).

Più si corre più (poi) occorre rallentare. Eon servono frenate brusche o viaggi internazionali. È un consiglio che sa di preghiera. A Milano (e non solo), si cammina troppo (veloce).

Al prossimo ricalcolo!

Stefano C.

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