art4sport è un’associazione nata per aiutare ragazze e ragazzi amputati a ottenere protesi sportive e supportarli a livello organizzativo per permettere loro di continuare a inseguire i loro sogni atletici.

Teresa Grandis, presidentessa dell’associazione e mamma di Bebe Vio – campionessa paralimpica che ha perso tutti e quattro gli arti in seguito a una meningite e ha poi dato il via alla sua carriera paralimpica, arrivando alla medaglia d’oro di Rio nel 2016 – ci racconta con entusiasmo com’è nata l’idea: «Dopo la malattia, Bebe ha sempre voluto continuare a fare il suo amato sport, ma abbiamo scoperto che l’ASL non passa protesi sportive (passa soltanto protesi da uso quotidiano e quelle sportive possono arrivare a costare diverse migliaia di euro, ndr.) e non esistevano altri sostegni. Abbiamo allora iniziato con una raccolta fondi, ma volevamo fare qualcosa che non fosse solo per Bebe, sarebbe stato pensare solo a se stessi, ci piaceva l’idea di creare qualcosa che fosse d’aiuto per qualsiasi bimbo amputato. Le protesi sportive sono estremamente costose, non possono essere completamente ‘standardizzate’, perché vanno adattate e personalizzate su ogni persona ed è un vero lavoro artigianale, pensate anche alla crescita di un bimbo!»

La missione di art4sport è quindi quella di aiutare economicamente e supportare a livello pratico e organizzativo le famiglie di bambini protesizzati per permettere loro di giocare e divertirsi quotidianamente attraverso l’attività sportiva, poiché credono nello sport come terapia per il recupero fisico e psicologico dei bambini.

La mission di Teresa e della sua famiglia è anche quella di far conoscere il mondo paralimpico: «Tutti credono sia un mondo triste, ma tutt’altro: è un esempio di energia e speranza. Se tu li vedi non puoi che rimanerne estasiato. Hanno tutti qualcosa di particolare, una marcia in più. Sono ormai venticinque i bambini e i ragazzi della nostra associazione e dietro ognuno di loro si cela una storia e un progetto da creare. Bebe ci crede moltissimo e vuole a tutti i costi poter aiutare e metterci del suo: è molto brava a disegnare e quindi abbiamo pensato di utilizzare la sua arte, i suoi disegni, per creare il logo, le magliette, per lo sport. Per questo il nome art4sport!».

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Lo sport per questi ragazzi non solo è un modo per affrontare le loro difficoltà a livello psicologico, è anche un aiuto per evitare dolorose sessioni di fisioterapia: «anziché fare sempre gli stessi esercizi in ambienti asettici, che ti fanno sentire malato, sei stimolato a raggiungere obbiettivi e prestazioni sportive, che hanno un effetto sconvolgente sui ragazzi: è come se si trasformassero».

Per questo nascono i Giochi senza barriere: un modo per coinvolgere ragazzi normodotati e disabili che si sfidano in squadre miste. «È proprio la mescolanza di diversità fisica e mentale il punto di forza di questa iniziativa. I disabili sono abituati ad affrontare difficoltà nel quotidiano e sono molto più abili a gestirle, sono un’ispirazione per i normodotati che sono sempre colpiti dalla loro grinta». Quest’anno i giochi si terranno il 14 giugno allo Stadio dei marmi a Roma con il tema ‘supereroi’, che sono proprio i ragazzi dell’associazione: eroi, per la determinazione e l’entusiasmo con cui affrontano le difficoltà di tutti i giorni.

Come aiutare questa associazione? Sicuramente con le donazioni e destinandole il 5 per mille, ma soprattutto spargendo il più possibile la notizia di questa iniziativa. È fondamentale il passaparola: è importante la diffusione per diminuire quel senso di impotenza e tristezza che spesso vengono associati al mondo delle amputazioni, che in realtà, come è chiaro dalle parole di Teresa, è ricco di risorse e speranza.

Anna V.

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