Se un brano ti piace lo capisci dai primi cinque secondi. Se si è dell’umore giusto e si ha abbastanza tempo lo si può ascoltare anche più volte. Solo raramente quel colpo di fulmine si trasforma e ti scalda, fa riflettere o crescere.

Momenti di trascurabile felicità è l’invito di un autore a far caso ai tanti e volatili piaceri delle nostre giornate. Ascoltare una canzone può essere uno di questi, oppure qualcosa di più. La differenza la fa il testo.

Cercare il testo dopo aver ascoltato una canzone, inseguirne le sfaccettature, percepire il brano come qualcosa di più che un passatempo. Siamo alla ricerca di un personale significato. Mannarino ci è riuscito con Vivere la vita facendo riflettere con metafore e messaggi tra le righe.

La vita è la più grande ubriacatura; mentre stai bevendo intorno a te tutto gira e incontri un sacco di gente – non chi se la gode e basta, ma colui che deve sottostare ai ritmi della quotidianità, sballottato da una parte all’altra sperando che questa sbornia perenne non lo porti troppo lontano da casa. Ma quando passerà non ti ricorderai più niente. Ma non avere paura, qualcun’altro si ricorderà di te. Ma la questione è: Perché? Perché ha qualcosa che gli hai regalato oppure avevi un debito e non l’hai pagato? Il valore del tempo, chi parla ma vuole ascoltare, al contrario di chi va solo per la propria strada.

Non c’è cosa peggiore del talento sprecato – esempio numero uno – Non c’è cosa più triste di un padre che non ha amato – esempio numero due. 

Si tratta di trovare del tempo per se stessi e per gli altri? Ok. (Primo) messaggio ricevuto.

C’è dell’altro. Perché vivere la vita è come fare un grosso girotondo: c’è il momento di stare su e quello di cadere giù nel fondo
Allora, se avrai paura – paura di sbagliare, del giudizio degli altri, del confronto, soprattutto del futuro – perché a quella notte non eri pronto, non preoccuparti, perché il mattino dopo, ti rialzerai sulle tue gambe e, alla peggio, potrai far tesoro del tuo errore e sarai l’uomo più forte del mondo.

Screen Shot 2017-12-17 at 18.53.42Infine, il delicato ed emozionante esempio per farci entrare fino in fondo nella storia cantata.

Lei si truccava forte per nascondere un dolore.
Lui si infilava le dita in gola per vedere se veramente aveva un cuore. 

Poi quello che non aveva fatto la società l’ha fatto l’amore. 
Guardali adesso come camminano leggeri senza un cognome.
In fondo, il mondo non cambia spesso ma potrai fare tanto, tantissimo per cambiare te stesso ed è sottile ma anche logico il collegamento con cui si viene quasi accompagnati all’uscita, condotti a questa consapevolezza utilizzando certe parole chiave che dicono molto più di ciò che sembra:

Puoi cambiare camicia se ne hai voglia 

E se hai fiducia puoi cambiare scarpe 
Se hai scarpe nuove puoi cambiare strada 
E cambiando strada puoi cambiare idee 
E con le idee puoi cambiare il mondo 
Ma il mondo non cambia spesso 

Allora, la vera Rivoluzione sarà cambiare te stesso. La canzone non si conclude, prosegue con qualche esempio:
Eccoti sulla tua barchetta di giornale che sfidi le onde della radiotelevisione (1)
Eccoti lungo la statale che dai un bel pugno a uno sfruttatore (2)
Eccoti nel tuo monolocale che scrivi una canzone (3)
Eccoti in guerra nel deserto che stai per disertare (4)

Ma qui, implicito, quasi mimetizzato, un passaggio va a vuoto, qualcosa va storto perché…

ora eccoti sul letto che non ti vuoi più alzare (?)
e ti lamenti dei Governi e della crisi generale (?)

Che succede? Anzi, che ci succede?

Ultimo messaggio, ultima istantanea: non serve il tempo, non serve la spensieratezza senza la voglia e il coraggio, nonostante tutto, di metterci in gioco con positività ed entusiasmo.
Il cerchio si chiude.

Grazie.

Stefano C.

 

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