Il mio impatto con l'università non fu certo dei migliori. Eppure, il mondo non si fermò ai quei primi pregiudizi sentenziati all'interno di un'aula immensa.
Il mio primo giorno all’università
Il mio impatto con l'università non fu certo dei migliori. Eppure, il mondo non si fermò ai quei primi pregiudizi sentenziati all'interno di un'aula immensa.
Cosa succede quando ti soffermi a osservare ciò che scorre intorno? Tra le bancarelle di un mercato, la protagonista vede qualcosa che non aveva visto prima.
Guardo fuori dal finestrino. Oggi c’è nebbia sulle montagne. Che sfiga, penso, l’unica volta che prendo l’aereo mi becco una giornata che non si vedeva dal quindici-diciotto. Non mi lascio abbattere da questo foglio grigio che vedo appiccicato all’esterno del mio oblò. Mi sarebbe piaciuto salutare la mia cara città. Quest’anno l’ho vista poco, mi … Continua a leggere Il classico svarione da aeroplano
«Quanta bellezza intorno a noi e tu ne fai parte piccola meraviglia.» Allora non capivo tutte le parole che la nonna diceva, ma io amavo quelle passeggiate con lei, i suoi discorsi sulla bellezza e l’amore con cui guardava il mondo intorno a noi. In quei momenti eravamo un tutt’uno con quel sentiero, quegli alberi e quei fiori. C’eravamo solo io, lei e la natura.
Dalla finestra del quarto piano, Mara vedeva le attività della vita di condominio e la vita urbana, ma il suo sguardo era sempre rivolto al suo unico e costante amico, che le insegnava il valore della stabilità e del mutamento.
A Torino mi sento come quando la notte vado a bere un bicchiere d'acqua e non mi serve accendere le luci, tanto la strada la conosco. Di Torino mi piace anche che in realtà non la conosco ancora davvero, ma ci sono posti che guardo e mi sembra di guardare un ricordo.