Candy Darling, I am a bird girl now

Una piccola avvertenza prima di iniziare: quella che sto per raccontarvi è la storia di Candy Darling, attrice e diva americana attiva negli anni sessanta e che, nel corso della sua vita, è stata musa di artisti come Andy Warhol e Lou Reed

Per ciò che ha fatto nel tempo in cui l’ha fatto, e per quello che ha significato all’interno di una precisa idea di mondo, Candy è stata una delle attrici più importanti della storia del Cinema. Pertanto, descrivere cosa è stata nello spazio di 2500 battute sarebbe complicato e, soprattutto, alquanto irrispettoso per lei. Allora, lasciamo che a parlare di Candy Darling sia la musica, mentre le mie parole faranno da semplice e superfluo accompagnamento a ciò che che vi chiedo di ascoltare. 

Se vi va, allora, mettete le cuffie e fatevi trasportare nella New York di sessant’anni fa

Capitolo 1, Andy Warhol looks a scream

Nel 1962, al quinto piano del 231 East 47th Street, a Midtown Manhattan nasce lo studio fondato da Andy Warhol che passerà alla storia come The Factory.

Alla Factory Warhol e altri artisti come Bob Dylan, Truman Capote, Mick Jagger, ma anche Allen Ginsberg e Salvador Dalì, potevano creare la propria arte, dalle serigrafie, alla pittura, fino ad arrivare alla musica e al cinema. La caratteristica principale di questo luogo era un’assoluta libertà, declinata in termini di espressione artistica ma anche di assoluta noncuranza della legge e della morale. Al suo interno era frequente, infatti, imbattersi in usi e abusi di droghe, armi da fuoco e orge, come se ci si trovasse in un tempio del proibito dove ognuno poteva dar libero sfogo al suo vero io che altrimenti, all’interno della società dell’epoca, non sarebbe mai potuto venir fuori. Alla Factory, ognuno, poteva farsi un giro sul lato selvaggio

Capitolo 2, Shaved her legs and then he was a she

Fra i più assidui frequentatori della Factory vi era però anche Lou Reed, uno che con Warhol ebbe un forte rapporto lavorativo e di amicizia. L’esempio più famoso è certamente la copertina che Andy disegnò per il primo disco dei Velvet Underground (sì esatto, quello con la banana), band fondata proprio da Reed. 

Quest’ultimo rimase da subito affascinato dall’estrosità dell’artista di Pittsburgh e dalla sua capacità di far convergere attorno a sé le personalità più disparate ed emarginate della New York del tempo. E proprio in uno dei suoi più famosi successi, Walk on the Wild Side, egli scelse di cantare il mondo che, negli anni precedenti, aveva osservato attorno alla Factory. 

In particolare, i versi ‘Candy came from out on the Island, in the back room she was everybody’s darling’ parlano di un’attrice a cui già ai tempi dei Velvet aveva dedicato un brano (la magnifica Candy Says) e che più di chiunque altro seppe impersonificare l’anima di quel luogo: Candy Darling.

Capitolo 3, One day I’ll grow up, I’ll be a beautiful woman

Candy Darling nacque nel 1944, nel Queens a New York, sotto un nome, James Lawrence Slattery, e un corpo che non le appartenevano. Dopo il divorzio dei suoi genitori andò a vivere con la madre, passando gran parte della sua infanzia a guardare vecchi film di Hollywood, innamorandosi delle dive del cinema. 

Nel 1961 si iscrisse a un corso di cosmetologia a Long Island, dove iniziò ad accettare la propria omosessualità e a indossare abiti da donna. A partire dal 1963 iniziò a frequentare alcuni bar gay di Manhattan e a farsi iniettare regolarmente ormoni femminili da un dottore del luogo. In quegli anni, dopo aver utilizzato diversi pseudonimi, cominciò a farsi chiamare Candy Darling e a recitare in alcune commedie. Proprio in quel frangente avvenne l’incontro con Warhol, il quale, dopo averla vista recitare nel film Glamour, Glory and Gold, decise di scritturarla prima per un cameo nel film del 1968 Flesh e, successivamente, nel 1971 per un ruolo da protagonista in Women in Revolt.

Fra i due si instaurò così una profonda amicizia che durò fino alla morte di lei, avvenuta nel 1974, all’età di 29 anni a causa di un linfoma dovuto alle continue iniezioni a cui si era sottoposta nella sua vita. 

Ma Candy Darling nella sua vita cambiò il mondo. Lo cambiò non solo perché fu un’attrice straordinaria, una fra le prime superstar transgender di sempre, in grado attirare e trattenere su di sé l’attenzione e lo stupore della società ipocrita e borghese in cui si era ritrovata a nascere. No, Candy cambiò il mondo perché come donna voleva soprattutto essere felice. E la felicità per lei passava attraverso il recitare, andare alle feste, mettersi il rossetto e le pellicce. La felicità per Candy era essere donna, e anche se il mondo aveva fatto di tutto per impedirglielo, lei se n’era fregata e ha tentato con tutte le sue forze di essere felice

Per tutti quelli che si guardano allo specchio e non si riconoscono. 

Per chi è nato in un corpo che non è il suo.

Per chi combatte ogni giorno per poter assomigliare a se stesso. 

Per tutti noi che siamo delle bird girls.

Per ricordarci che bird girls can fly. 

Francesco Castiglioni

© Credit immagini: Link + Link

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