DIMMI di storie migranti: il contest di scrittura che apre al dialogo e chiude alla xenofobia

Costruire una memoria di fatti ed esperienze che altrimenti andrebbe perduta, decostruendo stereotipi rispetto a un tema di continuo strumentalizzato, “Diari Multimediali Migranti è il concorso nazionale che raccoglie e fa conoscere le storie di persone di origine o provenienza straniera che vivono o hanno vissuto in Italia e nella Repubblica di San Marino.”

Fino al 31 marzo 2023, scrittori più esperti e giovani amatori con background migratorio, potranno cimentarsi nella stesura di un racconto accompagnato da materiale audiovisivo (video, foto) e grafico-pittorico (disegni, schizzi), con l’unico requisito di raccontare una storia scritta in prima persona, perché sia la voce di chi racconta ad emergere e a fare da protagonista.

In Italiano? Non necessariamente! Le storie possono essere scritte in qualsiasi lingua purché ne sia allegata una traduzione in italiano, per permettere ai giudici di eleggere il vincitore/trice, annunciato in occasione della 39° edizione del Premio Pieve Saverio Tutino che si terrà a settembre 2023. 

Il progetto DIMMI, giunto alla sua terza edizione, è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e sostenuto dalla regione Toscana. Il concorso si svolge in diverse regioni d’Italia (Lazio, Campania, Sicilia, Toscana, Veneto e Lombardia) coinvolgendo “oltre 5.000 studenti e studentesse di scuole secondarie e università; 450 insegnanti e docenti; 400 persone migranti, che saranno coinvolte in attività laboratoriali e corsi informativi.” 

Obiettivo del progetto è quello di promuovere una “nuova narrazione sui temi della migrazione, proprio dal punto di vista dei migranti che, attraverso la condivisione delle loro esperienze, restituiscono un racconto inedito di una società che si sta trasformando e contribuiscono alla creazione e promozione di un nuovo insieme di valori comuni.”

Contrastando la xenofobia e imparando anzi a considerare la diversità una risorsa e non un fattore di segregazione. Partendo dal racconto come traccia concreta e strumento di incontro con l’Alterità di cui ogni giorno ci circondiamo nelle nostre città. Imparando a “raccogliere, conservare e valorizzare tutte le storie che possano restituire chiaramente la complessità dei fenomeni migratori e dei percorsi di integrazione.

Scopri come partecipare su: https://www.dimmidistoriemigranti.it/

Gaia Bugamelli

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