Green Plan 2030, Singapore e la ‘scuola’ di green policy

Si è conclusa, il 18 novembre 2022, la conferenza mondiale sul Clima tenutasi a Sharm el-Sheikh. Tra grandi proclami e lamentele da più parti, è uscito fuori un documento più o meno unanime. Queste riunioni internazionali appaiono spesso poco funzionali dal momento che non partecipano i paesi che forse più contribuiscono al problema generale dell’inquinamento, e che, dunque, dovrebbero per primi adoperarsi nella riduzione dell’impatto ambientale.

Ciò che più si rende evidente tuttavia, è la mancanza di capacità delle pubbliche autorità di sviluppare le competenze necessarie per predisporre piani utili che possano invertire la tendenza nefasta intrapresa dall’umanità. In questo senso è da anni che a Singapore si è istituito un fondo volto alla creazione di veri e propri corsi per aiutare i paesi in via di sviluppo a creare piani di politiche green.

Il pacchetto di aiuti, dedicato appunto alla formazione di funzionari e inizializzato negli anni novanta, mira ad aiutare i paesi in un processo di decarbonizzazione e include aree chiave di sostenibilità. Tra queste vi sono strategie finalizzate a costruire la resilienza per le risorse idriche e la sicurezza alimentare, gestire e finanziare progetti verdi, sviluppare infrastrutture sostenibili e la gestione dei mercati del carbonio, tutti settori cruciali e d’impatto sull’ecosistema terrestre.

L’organizzazione porta, però, non solo attori pubblici, bensì anche organizzazioni non profit nonché imprese private da tutto il mondo. Questo metodo ha già riscontrato un grande successo: a livello globale, più di 150.000 funzionari governativi di 180 paesi hanno partecipato a seminari o corsi nell’ambito del programma di assistenza tecnica di Singapore. Di questi circa 88.000 provengono dagli stati membri dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico).

Un simile modello dovrebbe essere replicato a livello mondiale sostituendo la formula infruttuosa delle Cop, la quale sembra non essere efficace, dal momento che molte delle belle parole stampate sugli accordi finali, rimangono il più delle volte lettera morta.

A rigor di logica, solo lavorando collettivamente in maniera solidale, si rafforzano le capacità di affrontare le immense sfide condivise del futuro. E nessuna delle nazioni della terra può affrontarle con successo in solitaria.

Edoardo Sasso

Credit immagini: link

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