In agenda

Marco e Lua stavano insieme da circa tre anni, da quando lui aveva deciso di rompere la friendzone e di baciarla sotto un ciliegio in fiore. Marco non era un tipo particolarmente coraggioso, ma quella mattina di rientro da una festa, sotto la timida luce del sole che sorge, Marco aveva capito che la sete che provava non era dettata dal troppo alcool in corpo, ma dal desiderio di trovare nelle labbra di Lua la felicità. Da allora, Lua continuava a essere con lui la stessa di sempre, a differenza del fatto che ora anche lei lo baciava quando lui meno se lo aspettava, come quella volta che alla fermata dell’autobus Lua gli diede un bacio talmente pieno di passione da far sparire autobus, treni, macchine e l’universo intorno a loro. 

Marco e Lua erano felici, molto felici. Tuttavia, il lavoro di lei e gli impegni di lui, costringevano i due a vedersi sempre di meno. Lei inseguiva una carriera promettente che finalmente – barattata con le ore di sonno – le stava dando qualche soddisfazione; e lui, lui si destreggiava come un acrobata tra i clienti del suo studio, il commercialista, le imposte e le dichiarazioni fiscali, cercando di non saltare i due allenamenti di tennis alla settimana, unica sola passione rimasta dopo l’avvio della sua attività. La casa sapeva sempre di vestiti dimenticati in lavatrice e asciugati male, il frigo offriva gli avanzi dei pranzi della domenica dai genitori e la stanza rispecchiava a pieno il ritmo di vita dei due. Marco e Lua potevano dirsi felici, per via del loro amore e delle loro soddisfazioni professionali, eppure il tempo per godere di quella felicità sembrava non esistere. 

Marco una sera dopo cena disse a Lua: «Lua mi manchi»

Lei, con un leggero sorriso ma senza guardarlo negli occhi rispose: «Ma se viviamo insieme Marco, dormiamo insieme ogni sera». Lui, accarezzandole la mano, le rispose «Ma se tu neanche dormi… dico solo che mi manchi». 

Dopo un paio di secondi di silenzio, Lua continuò dicendo «Sì, so di cosa parli… ma come possiamo fare? Abbiamo troppe cose da fare, una giornata di 24 ore non basta per fare tutto».

Marco rispose: «Lo so, ma ho un’idea. Segnami. Segnami tra le tue cose da fare. In agenda, segna anche me. Ecco per esempio, domani alle 19, segnati, segnami, tempo per Marco, tempo per noi, fuori da qui, da queste mura dove la quotidianità ha preso il sopravvento, fuori da questo mondo in cui non facciamo che correre. Segnaci, così avremo tempo per noi» 

Lua, commossa, prese la sua agenda, l’aprì timidamente, guardò negli occhi Marco, trovò la pagina corrispondente al giorno seguente e scrisse ‘Ricordati di vivere il tuo amore’. 

Mishel Mantilla

© Credit immagini: Courtesy Mishel Mantilla

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