MAISHA MAREFU: una catena di solidarietà che collega Arese e l’Africa

Sciarpe marocchine, bracciali dorati e ciondoli in legno, pochette e vasi colorati. Ma anche orecchini, abiti con stampe geometriche, infusi biologici e saponi naturali.

Sono questi e molti altri i prodotti artigianali venduti da MAISHA MAREFU, un’associazione di volontariato della città Arese, nata dall’amicizia di tre donne, accomunate da una grande passione per l’Africa.

«Vendiamo anche buone intenzioni… piccoli biglietti da donare ai nostri cari, il cui ricavato viene utilizzato per un vero e proprio regalo da destinare a chi ne ha veramente bisogno», racconta Cristina Cappelletti, una delle socie fondatrici.

 «MAISHA MAREFU è nata più di 15 anni fa da tre medici, amiche per la pelle, innamorate dell’Africa, che, dopo innumerevoli viaggi, hanno capito come quel Paese meraviglioso non andasse più bene solo come luogo di vacanza. Queste tre ragazze hanno, quindi, preso la decisione di fare qualcosa di concreto, mosse dalla loro amicizia e dalla loro competenza medica».

Cristina, raccontami un po’ è iniziata.

«Il tutto è iniziato in maniera molto semplice… con una grande festa e con tanti amici, ai quali è stato chiesto un contributo economico per poter comprare un generatore da mettere in una scuola in Kenya. Andando avanti il gruppo è diventato sempre più strutturato grazie alla partecipazione anche di altre donne che avevano il grande desiderio di collaborare a questo tipo di progetti. Ora siamo in 18 amiche. Da questo gruppo è nata l’associazione, con un proprio nome: MAISHA MAREFU, che in swhaili significa LUNGA VITA; è l’augurio che questo progetto così ambizioso possa far del bene il più a lungo possibile».

Con l’aumento del numero dei progetti e il crescere dell’associazione, avrete avuto bisogno di maggiori finanziamenti. Come avete fatto?

«Raccogliere fondi non è per nulla semplice. Abbiamo deciso di riprendere l’idea della grande festa, ma questa volta molto più in grande. Così che è nata la Cena Solidale, una cena che da anni organizziamo a ridosso delle vacanze di Natale, offerta da piccole imprese familiari e commercianti di Arese, il cui ricavato per la partecipazione viene interamente utilizzato per i progetti dell’associazione. L’anno scorso siamo arrivati a 1000 invitati, serviti da un centinaio di camerieri (i nostri figli)».

Di che tipo di progetti vi occupate e in che modo vi organizzate?

«Si tratta di progetti ideati da donne per aiutare altre donne. La maggior parte dei nostri fondi sono usati per aprire e finanziare centri per donne maltrattate, cliniche per la maternità, scuole per i loro figli. Le donne sfortunatamente sono le persone più svantaggiate in tutto il mondo, soprattutto in Africa».

Anche il mercatino quindi rappresenta un altro modo per aiutare queste donne…

«L’Africa è la patria dell’artigianato e delle artigiane. Per le sciarpe ci siamo fornite presso un centro di donne maltrattate in Marocco, mentre gli abiti e i gioielli sono di artigiane keniote; grazie alla nostra collaborazione e ai nostri ordini queste donne sono state in grado di rendersi indipendenti economicamente e a mandare a scuola i propri figli e figlie».

Come si possono acquistare questi oggetti?

«Ho allestito qui nella mia veranda, ad Arese, una grande esposizione di tutti i prodotti. Le persone possono entrare in tutta sicurezza e acquistare quello che desiderano; basta fissare un appuntamento scrivendo a info@maishamarefu.it».

La bellissima combinazione tra etica ed estetica rende questi prodotti il regalo perfetto da mettere sotto l’albero: in questo modo si potranno aiutare Cristina e tutte le altre amiche di MAISHA MAREFU a promuovere una cultura che possa essere sempre più solidale, rispettosa ed attenta ai diritti delle donne africane.

Giorgia Pellizzari

© Credit immagini: Courtesy MAISHA MAREFU

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