Lavoratori con coraggio e fiducia fanno rinascere imprese fallite

I lavoratori diventano padroni della fabbrica. Ci sono più di cento casi in Italia in cui aziende fallite vengono prese in mano da operaie e operai, che le trasformano in  cooperative. I lavoratori scommettono patrimonio economico e futuro per riaprire l’impresa. Un esempio di fiducia e di coraggio. L’obiettivo? Unirsi in cooperativa per rimanere sul mercato e mantenere e migliorare i livelli occupazionali.

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Una storia di successo è quella dell’azienda Italcables, che produceva cavi d’acciaio per infrastrutture.  L’azienda, con sede a Napoli, un tempo era in mano a una compagnia portoghese fallita. I 51 soci che ne facevano parte – 46 operai e 6 funzionari – hanno deciso di presidiare lo stabilimento e i macchinari giorno e notte per 24 mesi. Hanno così raccolto 1 milione e 275 mila euro per convincere il procuratore fallimentare del loro progetto di rigenerazione. 

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L’azienda rinata ha aggiunto all’interno del proprio logo la dicitura ‘WBO’, acronimo per workers buyout (ndr. azienda rigenerata), mettendo così in primo piano il carattere di cooperazione.

Già nel secondo anno di attività WBO Italcables ha registrato un bilancio in attivo di quasi 300mila euro, così che a novembre 2018 i lavoratori – con l’aiuto dei soci finanziatori Coopfond e Cfi (società partecipata dal Ministero dello Sviluppo Economico) e di Banca Etica – hanno acquistato lo stabilimento. Una conquista non solo positiva per i soci della fabbrica, ma anche per il territorio locale, in cui le possibilità di lavoro sono esigue.

Un ‘in bocca al lupo’ a tutte le cooperative nate, nascenti e che nasceranno!

Valeria Molinari

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