Alberghi diffusi: la ricetta vincente per la rinascita dei borghi d’Italia

Belmonte Calabro, Santo Stefano di Sessanio, Torre della Botonta. Sono solo alcuni esempi di piccoli borghi dal grande valore storico e artistico, soggetti a un massiccio spopolamento e a uno stato di abbandono che non rende giustizia alle bellezze e alla storia che conservano.

A venir loro in soccorso è un nuovo modo di concepire il turismo, nato dall’amore per la propria terra. Ambientalismo, rispetto della cultura e della storia del luogo, sostenibilità e riguardo per l’economia locale: sono questi gli ingredienti che rendono l’albergo diffuso la soluzione perfetta per rianimare piccoli centri vittima dell’inurbamento.

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Trend tutto all’italiana, l’albergo diffuso è un hotel che si sviluppa in orizzontale, con posti letto e servizi distribuiti in diversi edifici, situati all’interno di un unico centro storico. Grazie a questa trovata, non esistono più alte e basse stagioni: infatti complesso urbano, sociale ed economico si intrecciano, offrendo al turista la possibilità di calarsi nella vita del borgo e di dimorarvi temporaneamente in qualità di autoctono.   

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Non solo. Questa nuova forma di turismo è anche amica dell’ambiente, poiché si serve principalmente di edifici già esistenti, spesso storicamente interessanti, e propone prodotti agricoli e artigianali a chilometro zero, favorendo le attività locali e creando nuovi posti di lavoro e opportunità per gli abitanti del borgo, non più costretti a spostarsi nelle grandi città.

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Un turismo responsabile quindi, che ha contribuito al ripopolamento di Santo Stefano di Sessanio, borghetto incastonato nel Parco nazionale del Gran Sasso, recuperandone le abitazioni nel rispetto delle regole del restauro conservativo; ha risollevato l’economia di Torre della Botonta, fortezza medievale umbra che offre ai propri ospiti prodotti bio e locali; ha riqualificato il borgo di Belmonte Calabro, in provincia di Cosenza, mantenendone intatta l’identità storica e conservandone le antiche tradizioni. Anche in vacanza si può fare del bene, quando si opta per un viaggio sostenibile che tutela l’ambiente e regala il piacere di assaporare l’originaria autenticità dei luoghi.

Federica Gattillo

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