Il Serpente-Robot che entra nel cervello per salvarci la vita

La ricerca scientifica ha sempre i suoi alti e bassi, i media spesso raccontano il prodotto finale di un lavoro assai complesso e lungo. Facciamo un passo indietro, dove un problema è ciò che motiva i ricercatori a trovare una soluzione, dove gli errori fatti in questo lungo percorso vengono utilizzati per imparare e riprovare nuovamente. La motivazione, la visione di un obiettivo da raggiungere e un atteggiamento positivo, che consenta di vedere successi anche negli errori sono gli atteggiamenti che portano i ricercatori a continuare le proprie ricerche fino a raggiungere l’obiettivo. 

Al Massachusetts Institute of Technology (MIT), migliore università al mondo nel 2019 secondo il QS World University Ranking, con strutture di ricerca tra le più avanzate, alcuni ricercatori hanno lavorato, scoperto e creato un nuovo robot, le cui capacità sono descritte nell’articolo Ferromagnetic soft continuum robot ovvero ‘Filo ferromagnetico robotico soffice’ pubblicato dal giornale scientifico Science Robotic il 28 Agosto 2019.

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Il robot nasce con l’obiettivo di essere utilizzato come strumento medico, nelle operazioni chirurgiche cardiovascolari, come ictus o aneurismi. I ricercatori hanno osservato le strumentazioni utilizzate e hanno cercato di creare un robot che risolvesse le problematiche principali. L’innovazione più grande del serpente-robot è il materiale ferromagnetico che lo compone, consentendo a chi lo controlla di sostituire i cavi con dei magneti, riducendo ulteriormente le sue dimensioni. Il nuovo robot ha una precisione di movimento migliore rispetto agli strumenti utilizzati in precedenza, può spostarsi con una precisione inferiore al millimetro, al contrario delle odierne, che possono compiere movimenti millimetrici.

Una delle problematiche più grandi che la strumentazione odierna porta è il rischio di rottura o danneggiamento dei vasi sanguigni a causa dello sfregamento degli attrezzi su di essi. Il nuovo robot del MIT risolve questo problema essendo ricoperto di un idrogel, che lo rende più ‘scivoloso’ riducendo di dieci volte il rischio di danni alle pareti dei vasi sanguigni. Questo robot dà alla medicina moderna la possibilità di raggiungere e medicare zone del cervello che, per la loro posizione anatomica, erano considerate difficilmente raggiungibili. 

Hai un problema?! Fallo diventare una soluzione.

Fai un errore?! Trattalo come un successo, tieni a mente la tua motivazione e sii positivo!

Giovanni Manfredi

© Credit immagini: link + link

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