Cosa fa l’Europa per…permettere ai cittadini europei di far sentire la loro voce?

I cittadini europei hanno il diritto di votare i membri del Parlamento europeo e di essere votati come membri di esso prendendo parte attiva nella vita dell’UE.

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Ma oltre a questo meccanismo di democrazia rappresentativa ne esistono altri, vediamoli brevemente.

  1. La Commissione per le petizioni: Come previsto nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) qualsiasi persona che risieda in uno Stato membro può presentare una petizione al Parlamento europeo a patto che questa riguardi una materia di competenza dell’Unione. All’interno del Parlamento la Commissione per le petizioni, controllata la pertinenza della richiesta, procede all’esame del contenuto e decide quali misure adottare dandone notizia al richiedente. Un esempio è il caso della petizione sul precariato che denunciava l’abuso del contratto a tempo determinato e le conseguenti violazioni dei diritti dei lavoratori: la risposta è stata l’elaborazione di uno studio, l’audizione di esperti e il voto di una risoluzione al Parlamento europeo. 

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  2. Il Mediatore europeo: Quella del Mediatore è una carica istituzionale imparziale abilitata a ricevere dai cittadini denunce riguardanti casi di cattiva amministrazione delle istituzioni europee. Appurata la veridicità di quanto contestato il Mediatore informa l’istituzione interessata e cerca una soluzione amichevole fra le parti. Se ciò non fosse possibile, formula delle raccomandazioni all’istituzione e qualora queste non venissero accolte invia una relazione al Parlamento affinché prenda le misure necessarie. Per esempio un cittadino bulgaro ha criticato l’impossibilità di effettuare la registrazione online sul sito EU Bookshop in caratteri differenti dall’alfabeto latino. Grazie all’intervento del Mediatore, l’Ufficio responsabile del sito ha promesso di rendere possibile la registrazione anche in caratteri cirillici e greci. 

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  3. Diritto di iniziativa dei cittadini europei: Questo diritto consente ai cittadini di proporre modifiche legislative in qualsiasi settore in cui la Commissione europea abbia facoltà di proporre un atto legislativo. L’iniziativa deve partire da un comitato di cittadini di almeno sette diversi Stati membri: una volta che la Commissione abbia riconosciuto la presenza dei requisiti minimi, il comitato deve raccogliere almeno un milione di firme di cittadini che abbiano compiuto sedici anni e appartenenti ad almeno un quarto degli Stati membri. Eseguito un controllo di autenticità delle firme, l’iniziativa viene presentata durante un’audizione pubblica al Parlamento europeo ma la decisione finale spetterà alla stessa Commissione. Un esempio di iniziativa riuscita è quella dal titolo Acqua potabile e servizi igienico-sanitari: un diritto umano universale! L’acqua è un bene comune, non una merce! 

Aloisia M.

© Credit immagini: link + link + link + link

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