L’innovazione di un gruppo di giovani genovesi: H2BOAT

Con le loro barche a idrogeno sono stati una delle novità dell’ultimo Salone Nautico di Genova, dove la sostenibilità e le propulsioni alternative sono state protagoniste. Pochi sanno che questa start-upha mosso i suoi primi passi sotto un ponteggio. Abbiamo incontrato il team di H2BOAT (‘Hydrogen to Boat’) presso i loro laboratori del Campus di Savona.

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Stefano Barberis: Come nasce H2BOAT?

Thomas Lamberti (CEO):«H2BOAT nasce nel 2015, con l’intento di portare la tecnologia dell’idrogeno nel mondo della nautica da diporto. Siamo nati nei laboratori del DIME(Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica, gestionale e dei trasporti) della scuola Politecnica Genovese, in un piccolo ufficio dove insieme a Lorenzo, Alessandro e Stefano abbiamo iniziato a fare i nostri primi calcoli e sogni, protetti da un ponteggio che ci riparava dalle infiltrazioni e dall’intonaco che si sgretolava sopra di noi. Dopo aver partecipato e vinto svariati concorsi per start-upinnovative in giro per l’Italia (Barcamper, StartCup, SmartCup Liguria, PNI) la società ha iniziato a crescere, anche grazie alle collaborazioni di ricerca con FINCANTIERIe l’Università di Genova

SB: Cosa è H2BOAT?Dnm9S58WwAAc1hm.jpg

Alberto Nicola Traverso (CTO):«H2BOAT propone un energy packcomposto da una fuel cellche è in grado di trasformare l’idrogeno in energia elettrica utile per i servizi di bordo. L’idrogeno viene stoccato attraverso idruri metallici (polveri metalliche in grado di trattenere/rilasciare idrogeno) nella chiglia dell’imbarcazione dove questo materiale prende il posto del tradizionale materiale di riempimento della stessa, trasformando in questo modo un ‘peso morto’ in un peso leggero e funzionale, risparmiando anche spazio in coperta e garantendo un’autonomia superiore a quella di una batteria al litio

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SB: Cosa farà ora H2BOAT?

Alessandro Sorce:«L’energy pack di H2BOAT verrà ora testato su una vera imbarcazione: un MINIche parteciperà alla prossima MINI TRANSAT 2019. A seguito di questi primi testin mare e dopo la lunga campagna dimostrativa di laboratorio che ci ha portati fino a qui, speriamo di poter trovare i primi clienti per i nostri energy packs. Il Salone Nautico è stata per noi una grande vetrina dove abbiamo attirato molta curiosità, ma è arrivato ora il momento di diventare grandi e di provare a far diventare l’utilizzo dell’idrogeno nella nautica una solida realtà

SB: Perché avete fatto tutto questo a Genova?

«Siamo da sempre legati alla nostra città e all’Università di Genova, dove abbiamo mosso i nostri primi passi. Il mare è il nostro laboratorio e Genova non può che essere la città ideale viste anche le collaborazioni che abbiamo intessuto con altre realtà industriali locali (FINCANTIERI, CETENA, ABB …). Vogliamo che H2BOAT possa essere il nostro lavoro, per avere la possibilità di coltivare i nostri sogni nella nostra città

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SB: Cosa potete fare voi per Genova e Genova per voi?

«Il nostro grande sogno è quello di rendere Genova il primo porto Europeo con la possibilità di rifornirsi di idrogeno, così come quello di rendere la nostra città un centro di eccellenza per le tecnologie energetiche sostenibili in ambito nautico e navale.  Vorremmo che tutta la città investisse su questo aspetto non solo per creare eccellenza e lavoro, ma anche per ridurre l’impatto ambientale del nostro porto.»

Stefano B.

© Credit immagini: link + link + link + link

 

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